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loro conversazione lo invitarono,il che non era giammai avvenutodi altri provinciali. Dove trovasseabusi nella provincia, ei con saldopetto si faceva a porvi le opportu-ne riforme ; nè volle si accettaseloalla religione che giovani di capa-ce ingenio, e di belle speranze.Dal reggimento della provincia ,tenuto con grande approvazione ,passò il Rossi a quello del conven-to d’Imola, ove diedesi continua-mente all’ oratoria , e poesia , edall’ aumento della biblioteca cuiprcsedeva, ed alla quale giovò sif-fattamente che ben se ne può direil fondatore. Ei fè scelta de’ libriduplicati ed inutili, colla venditade’ quali, e con proprio denarocomperò le migliori opere della li-breria degli allora soppressi Ge-suiti di Parma ; nè a questo soloristandosi, e vecchi, e nuovi librife adornare di bellissime e moder-ne legature. Questa biblioteca cheora spetta al Comune, serve a pub-blico uso, e lo splendore in cuitrovasi ricorda tuttora le moltecure del benemerito p. Rossi. Nel-la colonia Vetrenia arcadica imo-lese cui era ascritto, recitò orazio-ne funebre all’elegantissimo poe-ta Camillo Zam pieri ; e poco pri-ma avea scritto parole di lodein morte del canonico Rivalta j iquali componimenti fecersi pub-blici colle stampe. De’ non mol-ti panegirici da lui composti è no-tevole quello delFlirimacolata Con-cezione recitato in Faenza e repu-tato come si disse allora un capod ’ opera pittoresca. Ma ben pre-sto ei rivide Roma, standosi al go-verno del convento de’ ss. Aposto-li tre anni, scorsi i quali, restitui-tosi ad Imola ebbe dalle mani delDuca di Parma il breve pontificiodi ex-Generale; breve che ei nonpubblicò giammai, non usandod’ altro titolo, che quello di Defi-nitore generale avuto dalla religio-ne. Cadevagli frattanto in animo
d’ ampliare la chiesa imoie9e dis. Francesco dandole nuova, e piùvaga forma : ma Carlo Bandì, al-lora card. Vescovo d’ Imola volen-do al tutto che i Padri si giovasse-ro. dell’ opera del cav. Cosirao Mo-relli architetto di grido , e rifiu-tandosi essi, la fabbrica avea per-ciò impedimento e ritardo. Com-pivasi però magnificamente ap-presso con architettura del Morel-li, e soppressi poi i conventi, ne’primi anni del presente secolo con-vertivasi in pubblico teatro. Segui-va il Rossi a viversi in Imo.!a reg-gendo il suo convento, e nel 179!)annoveravasi tra i più celebri ora-tori di cui ogni anno pel lunedìin albis fa scelta la confraternitadel pio Suffragio di Lugo. Ivi, ol-tre la predica del Purgatorio, chedicesi la mattina del lunedì, reci-tò la sera quella della Passione diGesù Cristo , che commosse 1 ti-dienza di guisa che otto ex-gesui-ti allora dimoranti in Lugo ado-perarono ogni argomento, perchèsi piegasse a darla alle stampe .Plauditissimo fu pure in Lugoquel panegirico della Concezionesul quale rimangono alcuni versilatini del rettore Iacopo Sangiorgi.Ma già i tempi volgevano torbidi,e procellosi, già le orde francesierano scese dalle Alpi: già alla re-pubblica italiana succedeva un re-gno italiano , e tutti i Frati scac-ciavansi dai conventi, ed a vivereal secolo venivano costretti. Il Ros-si pieno di caldo all'etto per Imola,divenuta sua seconda patria , inessa dimorar volle fino al chiude-re de’ giorni suoi ; ed Imola grataalla predilezione di lui il tennein grande stima, lo scelse a biblio-tecario, e Io prepose alla pubblicaistruzione. Non è però che in mi-nor pregio lo avesse la patria; che,ed ogni qualvolta la visitò, il col-mò di grandi onori, e celebrandogli amici solenni funerali a Sara-nno Filoni, il Rossi chiamavasi a