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[Volume primo e volume secondo.]
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calzolaio e legatore di libri, chepiacevolmente intertenendolo del-la letteratura che non oltrepassa-va il suo giovanile intendimento,degli uomini sapienti che alloralevavano maggior grido ; e pre-standogli scelti ed utili libri gio-vi efficacemente a dischiuderglii! santuario del hello e del gusto.I libri in che dilettassi sovra glialtri furono 1’Ariosto, ilMetasta-sio, e la Frusta del Baretti. Qualmaraviglia se nudrito di somi-glianti letture seppe formarsi unostilo chiarissimo, scorrevole, e senelle critiche e nelle opere festi-ve s* accostò alla maniera franca,svelta, e pungente del Baretti?Scorso quel gergo che allor dice-vasi Filosofia, quantunque inchi-nasse agli studi di ragion civile ecanonica, gli fu forza passare aquelli di Teologia, cui intese sif-fattamente che nel t 766 ebbe lau-rea in patria dalla cattedra ivifondata da monsignore TommasoEmaldi. A questa laurea avrebbedovuto seguire f ottenimento diuna pensione legata dal fondatoreagli alpnni di più bella speranza,onde in Roma od altrove gisseroa perfezionare i Lene avviati stu-di. Ma poiché in somiglianti cosegl’ impegni e le protezioni ante-pongonsi sempremai al merito edalla virtù , ei venne da immeri-tata frode malignamente sopraf-fatto. Allora, dopo avere alquantodimorato qual ministro presso Va-lentino Rossi ricco droghiere, de-liberò rendersi minor conventua-le ; al che si oppose gagliardamen-te un p. Reggi, sostenendo ( equasi in ciò profetando ) la piùparte de’grandi e maravigliosi in-gegni bizzarri spiriti riescil e, e so-venti volte dal retto sentire allon-tanandosi a male vie turpementepiegare. Impeditogli perciò 1 * en-trare nei chiostri nel 17 78 si fèprete secolare, e quindi con tuttol’animo si volse a’ prediletti studi

delle leggi, non senza darsi allalettui’a di quanti libri filosofici al-lor piovevano d’ oltremonte , ri-creandosi talora nelle amenità del-le lettere e della poesìa. E già unardente desiderio di gloria 1’aveaspinto a poi're in luce di quìndicianni i suoi versi giovanili ; nè ces-sando dall’esercizio, statogli poisì utile, di molto scrivei'e, produs-se due Lettere. Nella prima cheautecedea L'Incendio della Roc-ca di Lugo, poemetto in ottave diMariano Capra, tentava fermare ,che agli sciolti bassi a preferire larima : la seconda era innanzi aduna Nolte Poetica del Capra eversava sull' Eloquenza sacra. Se-gui a queste La Fiera di Sìniga-gtia poemetto che fu segno allocensure dell’avversario Ristori chescrivea le Memorie Enciclopedi-che di Bologna . Le parole delgiornalista ribatteronsi dal Com-pagnoni di guisa, clic il Ristorinon solo il chiamò a parte di sue fa-tiche; ma dovendo per alcun tem-po recarsi a Milano, invitollo aBologna a lui solo fidando tuttala cura del giornale.

Il Compagnoni già disgustatodella patria, e per la toltagli pen-sione Emaldiana , e perchè nonerasi voluto accogliere fra canoni-ci lirnhesi, siccome colui che nonvantava nobiltà di schiatta, o cu-mulo di avite dovizie, colse volen-teroso 1’ occasione di partirsene ,come infatti se ne parti per nonla rivedere mai più.

Giunto in Bologna, il giornalecui erasi dato nome di Società En-ciclopedica acquistava dalle suemani lustro ed avviamento singo-lare, ed egli venia nella conoscen-za e familiarità de’ più chiari ita-liani. Al tornare del Ristori pas-sava a Ferrara ove il card. Caraf-fa chiamavaio Segretario di Le-gazione , ufficio che ricusò per di-\ unir Segretario della casa Beuli-voglio d’ Aragona.