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[Volume primo e volume secondo.]
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POS SI (cav. Giuseppe), pittore,poeta e lettorato insig ne, sorti i na-tali in Busto Arsizio, borgo as-sai considerabile del Milanese, dacostumati e benestanti genitori ilgiorno il agosto iqn^.

Fino dalla prima educazione,cheegli ebbe nel collegio di Merate,dimostrò una incute pronta, per-spicace e vigorosa, ed una distin-ta disposizione per le arti del bel-lo, disegnando senza maestro assaibene dalla stampa, e dicendo ver-si anche all’ improvviso.

Compiuti dopo in Monza glistudi tìlosoficii, nei quali otten-ne i primi o nori accademici , efu scelto a sostenere pubblica di-fesa, decise di applicarsi allo stu-dio della pittura; e fermatosi inMilano, ov’ erano i parenti dellamadre, senz’ abbandonare le let-tere diedesi di proposito al dise-gno nell’accademia di Brera.

Non ostante il ritorno che allabuona maniera aveva già fatto l’ar-chitettura, e che 1’ accademia con-tasse fra’ suoi professori un Tra-ballasi, e F Appiani avesse inco-minciato a dare qualche saggio diquanto era per fare, ognuno co-noscein quale stato di decadimen-to si trovassero allora generalmen-te le arti che interessano più davicino 1’ uomo , appunto perchèriguardano lui medesimo. 11 gio-vinetto col confronto delle operede’ grandi maestri che gli cadde-ro sotto gii occhi, tosto ebbe adavvedersene, e passato rapidamen-te d’ una in altra scuola, risolvettedi recarsi a Roma a formare il suogusto sui c.apilavori del secolo di.Pericle, di Augusto e di Leon de-cimo, dei (piali tanto abbonda quelclassico suolo.

Là ebbe fino d’ allora la for-tuna di contrarre l’amicizia chepoi sempre lo striuse al Cano-va, che già richiamava all’ anticosplendore la scultura, e di far par-te di quel felice consorzio dei ri-

stauratori della pittura in Italia ,e tra gli altri di un Camuccini, diun Benvenuti , di un Landi , edanche di un Appiani che, già in-noltrato in età, ivi pure si recavaa perfezionare le grandi doti suenaturali.

Tornato dopo alcuni anni inpatria non andò guari che si fececonoscere pel suo sapere artisticoe letterario, ed abbisognando alloia, attesa 1’ età sua, di riposo ilBianconi segretario dell’ accade-mia di belle arti, a lui dall’avve-dutezza del Governo Italiano tirsostituito il giovane Bossi, median-te le cui sollecitudini quello sta-bilimento, già fondato dalla ma-gnificenza di Maria Teresa, dove-va salire a tanto splendore.

Nel xHoi apertosi dallo stessoGoverno uno straordinario con-corso per un quadro che servissead eternare la pace allora conchiu-sa fra le Potenze belligeranti, an-che il Bossi vi pose mano; e con-dotto a termine il cartone inco-minciava il dipinto alloruchè ( in-vitato ai comizii di Lioue iu qua-lità di membro del collegio elet-torale dei dotti, di cui veniva elet-to a far parte, ) dovette sospendereil lavoro . Dopo aver adempiutele incuinbenze della sua missioneapprofittò dell’occasione per vo-lare a Parigi a visitare i capi d’o-pera dalle armi e dall’ oro ivi rac-colti; ordinò per la sua Accade-mia i gessi delle migliori sculturegià da lui conosciate in Roma, ed,unitivi i libri ed i modelli adat-t iti per l’arte dei fabbricare daquell’ istituto topografico , collamaggior sollecitudine restituissi inpatria, dove, ottenuta una breveproroga a presentare il suo qua-dro, riportò il primo premio suidiversi concorrenti d’ ogni partod’ Italia, come da giudizio pub-blicato uel giugno ibo 2 .

Nel settembre dello stesso annoin pendenza di un nuovo sistema,i5