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del 1762 fu stimato degno di oc-cupare un posto ancora più subli-me vale a dir quello di consiglie-re Aulico Attuale e Referendarioper gli stati d’Italia. Basterebbeciò per far comprendere quanto si-curi saggi egli desse in ogni tem-po non men di penetrazione e diprudenza, che d’integrità e digiustizia j se non che a confermar-gli la gloria di quest’ ultimo pre-gio può servir di prova infallibileil sapere, che al proprio figliuoloPier Paolo, morendo, e’ non la-sciò altro patrimonio fuorché ilricco capitale di buona educazio-ne da lui stesso e intrapresa, e ar-ditamente continuata, fino a ren-derlo abile di diventar suo succes-sore nell’ importante impiego diSegretario di Stato. Egli passò amigliore vita in Vienna 1 ’ annolatiti compianto da tutti gli ami-ci, clic vivi ne ebbe non pochi.
Quantunque la vita del Giustisia stata un continuo esercizio digelosi ministcrii da lui con tuttascrupolosità sostenuti, pure trattodalla forza del suo bel genio sep-pe dar luogo anche alle applica-zioni fino a risplendere non me-diocremente nel ruolo de’ letteratipiù colti. Abbiam veduto con chiin patria tenesse famigliar corri-spondenza di studi, a’ quali vuoisiaggiungere il celebro Gio. Batti-sta Gaspari Trentino, la cui in-trinsichezza gli fruttò, per suaconfessione, 1’ acquisto d’ infinitilumi negli studi delle lingue, del-la storia, e della erudizione lati-na. Anche col Muratori e col Maf-fei quo’ due gran luminari delloscorso secolo, tenne commercio dilettore. Giunto a Milano si fe-ce favorevolmente conoscere dallepersone più dotte di quella città,c in particolare dagli AccademiciTrasformati, tra’ quali molto si di-stinse, recitandovi parecchie com-posizioni di critica, di eloquenza,e di poesia spezialmente. Allorché
passò a Mantova non iuxririisc isuoi eruditi tmttenimen.i « fu to-sto aggregato all’ Accacemia de’Timidi. Piantatosi finalmente inVienna, rappiccò l’intemotta pra-tica col suo Gaspari, che colà infigura di pubblico professore di-morava, nè dal suo fiano si tennetampoco lontano , a lui comuni-cando i suoi letterarii disegni,massimamente rispetto all’ aumen-to della sua Biblioteca già resa ab-bondante di rari volumi. Le ope-rette che di lui abbiamo a stam-pa, non ci porgono per verità cheuna leggiera idea di quanta fosseF estensione del suo ingegno delsuo sapere.
Francesco Neghi.
Sono le seguenti :
r. Argentile. Dramma recitatonel teatro di sant’ Angelo di Ve-nezia, l’anno 1^53 con musica diBaldassare Galuppi pur Venezia-no. Fu impresso ivi nel d. annoper Marino Rossetti in 12.
2. Mote zuma dramma per mu-sica rappresentato nello stesso Tea-tro, l’anno medesimo 1 ^ 35 , e iviimpresso in 12 con musica di dou-n’Antonio Vivaldi Veneziano.
5 . / cinque libri di favole diFedro , che col latino a frontestanno nel tomo x. del Corpusomnium veterum poetarum lati-norum ec. Mediolani, 1735, 4 . In-tanto che il Giusti, sendo a Mila-no, applicavasi a questa traduzio-ne, il padre Trombelli diede allaluce la sua ; per la qual cosa ilGiusti voleva sopprimere la pro-pria , e persuadeva gli editori aristampar nella Raccolta la sud-detta. Essi però preferiron la ver-sione del Giusti corredata poi an-che della spiegazione de’ luoghipiù oscuri ; ma il Giusti non vol-le esservi nominato.
4 - Sonetto è Traili Componi-menti poetici raccolti per solen-nizzare F ingresso del cavaliere