che gli faceano corona e plauso.I nomi già da noi citati dei chiariingegni italiani coi quali egli erain corrispondenza di amicizia o distudi basterebbero a chiarire quan-to la sua riputazione fosse propa-gata in Italia. Citeremo nulladi-meno fra gli altri che ebbero conesso lui amichevole corrisponden-za il Giraud ( l’esempio del qualecontribuì forse anch’ esso a distor-narlo dalla scuola drammatica Fe-dericiana ), il Muzzarelli, il Mica-li, il Lancetti, 1 ’ Acerbi, il Nicoli-ni, il Bossi, il Pieri, il Leoni, ilValeriani, il Lampredi, il Salir ilLeopardi, il Vieusseux, il Collini,il Nota, il Pindemonte, ed il Mu-stoxidi, il quale encomiando 1 ’ E-logio del Saluzzo usciva in questesignificantissime parole : » tu hai55 saputo in tal modo vincere e55 commuovere la mia anima che55 rinunciando quasi al più caro» nome che io m’abhia, intendo55 a quello di Greco, ho creduto di-55 vanir Piemontese, o almeno l’ho55 desiderato per farmi cittadino55 del Iodato e del lodatore (i). ’’Citeremo fra gli stranieri il Pou-geus il quale gloriavasi del suffra-gio e della benevolenza del Gras-si, ed indicavagli molti lessici edaltre opere filologiche onde aiu-tarlo nello studio delle etimologieal quale erano volte le fatiche diamendue; ed il Raynouard il qua-le lo consultava pel suo Specimendu lexique roman. Citeremo pu-re fra gl’italiani divenuti stranie-
(O E perchè non si ricorda fra tantico’ quali il Grassi ebbe amichevole cor-rispondenza anche il nome del Fosco-lo ì Eppure il Grassi prima di stampa-re un certo suo lavoro lo inviava adUgo per sentire il suo giudizio 55 L’ av-55 viso vostro ( gli diceva ) primo primo55 sarà uno e schietto : brucia 0 con-55 serva : verranno a più gran Comodo55 vostro le correzioni ; io non voglio55 abusare dell’ amicizia.
V Editore.
ri per domicilio e per officio il ce-lebre giurisperito Rossi, il qualescrivendogli da Ginevra per rac-comandargli alcuni illustri viag-giatori, intendeva che questi co-noscessero come nella gran Reg-gia italiana anche sulla sogliaincontravansi i tesori , e come aipiedi stessi delle Alpi trovavansicoloro che poteano essere mostra-ti con giusto orgoglio agli stra-nieri. Citeremo in fine gli onore-voli suffragi datigli dall’ Accade-mia della Crusca, la quale nel 1828
10 eleggeva ad uno di quei pochiai quali si danno da essa gli onoridi Socio corrispondente.
Della stima poi degli amici e deinazionali ebbe egli dimostrazionitali che il sentimento generatonenel suo animo si distendeva quasifuori dei termini del compiaci-mento ; poiché egli nato in umilfortuna, veggendosi careggiato damolti dei più illustri personaggidella sua patria aveane contrattoun abito non dirò già di tener avile ma di non curare tutti coloroi quali, a parte la fama letteraria,gli erano uguali negli altri rispet-ti. Soprattutto da che fu atterratodalle sue infermità, ebbe egli mag-giori le prove di devozione dagliamici suoi, pei quali la calamità dilui era cagione onde aggiungerealle ragioni dell’ amicizia quel sen-timento ancora di riverenza colquale ci accostiamo sempre agli il-lustri infelici. Il suo gabinetto distudio era perciò diventato un ri-trovo periodico in cui conveniva-no a ragionar di lettere e gli anti-chi suoi amici, e molti di coloroche indirizzavansi alla carriera deibuoni studi, i quali trovavano sem-pre in lui amorevolezza di consi-glio e autorità di giudizio . Erabello allora vedere il Grassi, cui
11 lume spento degli occhi e i gra-vi mali sopportati aveano trasfigu-rato quella sua aria di volto briosoe alquanto severo con la quale la