Michelangelo, la Flagellazionee la Deposizioni di Croce. Inmaggior numero furono quelli al-lestiti pel bulino di Morghen, ebasterà ricordare tra i principali ilBallo delle Ore del bussino, laGiurisprudenza di Raffaele, ilMiracolo di lìolsena dello stesso,V Aurora di tìuido, il Cavallo diFandich, la Maddalena del Mo-rillo, e la Trasfigurazione di Raf-faele. Anche gli altri Incisori piùriputati di Roma, Bettelini, Fon-tana, Folo , Bonato , Porretta sireputavano fortunati se poteanoottenere per lóro esemplare undisegno del Tofanelli. Egli peltanto frequente adoprar la ma-tita non lasciava però in dimen-ticanza la tavolozza , e non po-che opere esegui si ad olio che atempera. Ad olio condusse parec-chi ritratti di personaggi italianied esteri, ed alcune Tavole di al-tare. Una delle più studiate sueOpere si è quella dìi tre gran qua-dri mitologici per la sala del pa-lazzo del sig. Luigi Mansi in Se-gromigno. Dipinse a tempera variisoggetti nella Cappella del card.Borghesi, e nella Galleria Altieriin Roma, ed altrove, spezialmen-te i principali fatti di Achille cheornano la Sala del palazzo Cena-mi a Saltocchio. Il catalogo di tut-ti i lavori che condusse sì ad olioche a tempera sta in calce alle di-ligenti Memorie che di lui si leg-gono distese da Tommaso Trenta,inserite nel Tomo vili delle Me-morie e Documenti per servireall' Istoria del Ducato di Lucca.Lucca, 1822 in 4 ., a c. 180 e seg.Gl’ intellig enti più esperti non ri-conobbero nel Tofanelli molto fer-vida fantasia, nè un colorire felice,ma gli diedero lode di assai va-lente nella giusta espressione delleinvenzioni, nell’imitazione felicedella natura, e nella costante corre-zione del disegno. Egli aveva aper-to in Roma con molto suo onore
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una scuola negli anni 1781 ed inparecchi seguenti, ed essendo di li-nissimo accorgimento nel valutare1’ attitudine de' suoi allievi, ebbeil merito di guidare a bella riusci-ta 1’ ingeguo di alcuni tra questi .Quando cominciarono gli sconvol-gimenti politici a turbare la clas-sica sede delle Arti belle, egli sideterminò a restituirsi in patriasin a tanto almeno che tornasserotempi di rinata tranquillità . Inpatria, ed in Firenze andava in-tanto impiegandosi in opere va-rie, se non che a’ ben veggentisuoi concittadini parve doverosoil tenere stabilmente in patria unArtista tanto distinto; e quindicon onorevolissimo Decreto del didicembre 1802 egli venne elet-to a Professore della Scuola delDisegno nella Università di S.Frediano, indicandolo come unode' piu valenti soggetti dell' Italiaiteli' arte della Pittura. Insegnavae dipigneva, e fra suoi alunni Raf-faele Giovanetti e Michelangeloliidoln. si procacciarono non tenuefama. S’ era il Tofanelli nella suamatura età sì volentieri assesta-to sotto il patrio tetto che nonvalsero laute proposizioni fatteglidal Cardinale Despuig dì passarecome Pittore di Corte presso Car-lo IV re di Spagna, mentre nonesitò a rispondere: » Che la scuo-55 la in Lucca forma la sua occu-« pazione e la sua delizia a seguo5? di non aver cuore d’ abbandona-li re i giovani che la frequenta-li no”. D urante il governo dellaPrincipessa Elisa venne innalzatoalla carica di Senatore, ed intra-prese ad ornare di sue pitture ladi lei villa di Madia; ma in attua-lità appunto del suo nobil lavo-ro venne d’improvviso a coglierlola fatale ultima ora, sì che in ter-mine di due soli giorni fu trattoalla tomba il di 5 o di novembre1812 in età di anni 62. A’ fregidell* arte unì quelli d’ ogni più