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[Volume primo e volume secondo.]
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tiitira della paterna sua casa per ri-trovare esempi da poter imitare (1).La cura della sua prima educazioneletteraria e morale fu dagli amoro-si parenti confidata principalmen-te ad un ex gesuita francese , 1 ’ ab.Portai', sotto la cui direzione eglicrebbe costumato e gentile cavalie-re non solo, ma compì ancora assaipresto lo studio della grammaticalatina, italiana e francese, e dellaretorica , senza trascurare gli ele-menti delle scienze più gravi.

Per vivacità d’ingegno fino daisuoi primi anni innamorossi dellapoesia italiana ; ed in quell’ ardorgiovanile ne diede taisaggi, da’qua-ii assai chiaramente si vede che sel’alto concetto ch’egli erasi fattode’grandi classici non lo avesse trat-tenuto dal seguire la ben comin-ciata impresa, si sarebbono da luipotuti avere ottimi frutti di poesia.La qualcosa gli veniva di poi ami-chevolmente rimproverata, nel de-dicargli i Sermoni dello Zanoia, daquel gentilissimo spirito del cav.Giuseppe Bossi con alcune paroleche sarà bello di riportare: » Nèw mi dar colpa se di «osa altrui è il« dono , perchè io posso teco aul-ii piamente vendicarmi accusandoti11 di recare sugli altari delle Muse» quanto di meglio diedero le etàn migliori, nulla offrendo di quello11 che per ingegno, per gusto e per}> dottrina potresti dar loro di tuo.11 Sono poi pronto a chiamarmi in11 ciò colpevole verso di te , se ab->’ bandonando quell’ eccessivo aiuo-li re dell’ottimo che ti rende inco-11 stante e ritroso seguace di questea Dee, volgerai di nuovo l’animoa a coltivarle; essendo io certo, che» giungeresti in breve a coronarle» di fiori tuoi non meno nobili di» quelli che d’ ogni parte il tuo ge-

11) V. Tiraboschi St. della Leti. It.t. V, pag. 63o; t. VI, pag. 877 ; t VII,pag. i 8 tì, ecc. ediz. II di Modena. Guid.Ferrari, Op. t. IV, pag. 223: Muratori,Cori, Quadrio, eco. Passim.

11 nio per le lettere Va raccoglien-i> do. »

Checche ne sia dì ciò, Gianiaco-po fu debitore dello squisito gustoeh’ egli ebbe in ogni maniera dilettere piuttosto alla buona dispo-sizione della sua natura ed alla semo-la che per sè stesso erasi fatta, cheagli altrui ammaestramenti. Peroc-ché , dopo quella prima puerileistruzione, egli non aveva avuta al-tra guida. All’ assidua lettura deiclassici volle unire la familiare con-versazione d’ uomini per letteratu-ra eccellenti, i quali ben compren-deva dover essere con facile accor-do modelli a un tempo nell’opera-re e sicuri interpreti e dimostratoridi quello che per gli altri si è ope-rato onde giungere alla produzio-ne del bello : sicché la loro com-pagnia , a chi sappia ben profit-tarne, è scuola continua. Amavaquindi di trovarsi frequentemen-te col Parini, liberissimo e forteingegno, che a que’ tempi apri-va alla nostra gioventù le fontidella vera letteraria sapienza, cuifaceva scaturire dai limpidi rividella Grecia e del Lazio, confortan-do ognuno a torcere le labbra dallesorgenti malnate che di zolfo e diimpure fiamme altronde scorreva-no ad infettare l’Italia ( 1 ). Nè ciòei solo diceva ne’ precetti, ma neporgeva 1 ’ esempio in que’ suoipoemetti ne’ quali raddolciva labile di Giovenale collo stile di Vir-gilio, e nelle Odi ove al carattereoraziano qua e colà va unito uncotal poco di greco sapore, E per-chè appunto lo studio de’ Greciscrittori è cotanto utile a chi bramadi profittare nelle lettere, Giania-copo volle apprenderne l’idioma,al quale effetto interveniva alle le-zioni del p. Carlo Rovelli. Era que-sti un religioso domenicano, uomofornito di belle virtù, per le qualimeritò di essere elevato nel iyc )5

( 1 ) Parini, Ode La Gratitudine, st. et.