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[Volume terzo e volume quatro.]
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fogge ei soleva molto opportuna-mente annestare al discorso quan-do trovavasi nelle gentili brigate.A Noventa Mabil pianse la mortedi sua moglie , che il lasciò padredi cinque figli , tre maschi e duefemmine. Una delle figlie si èraconvenevolmente accasata ; l’altravisse sempre con lui, e fu , si puòdire , il nettare della sua vita. Deifigli maschi, al primogenito avevagià ceduto ciò che possedeva dellamaterna facoltà fidecommissa ; ilsecondo perì guardia di onore nel-la guerra di Russia ; ed il terzooccupa assai onorevolmente unimpiego nell’ Ufficio del registroin Padova.

Non credo fuor di proposito ildir qui di un’altra versione eheMabil, nella sua dimora a Noven-ta, ravvolgeva in mente di fare, dicui la Storia Naturale di Plinio es-sere doveva l’argomento. L’inten-zione di spaziare per un campo siesteso e sì difficile non si spenseil lui quando fe’ ritorno a Padova,chè anzi appena giuntovi volle darmano al lavoro valendosi della clas-sica edizione che il Panckouckeha ultimamente procurata allaFrancia. Però, veduta eh’ egli eb-be r impossibilità di condurre dasè solo a buon fine un cosi arditodisegno, si accontentò di spiccareda quel grand’ albero i frutti chegli sembrarono i più saporiti, se-condo che la bellezza delle descri-zioni, o la importanza della mate-ria a scrivere lo invitava. Son piùche trenta i capi da esso volgariz-zati, de’quali uno solo vide la lu-ce (i).

Un attacco apopletico lo colsenell’avanzata età di 78 anni; eallora fu, che, cedendo alle istan-ze de’ figli e del eh. profess. Giu-seppe Montesanto, che gli era ve-

( 1 ) Primo sperimento di una nuovatraduzione della Storia maturale di Pli-nio. Padova, r833, ia 8.

ro e generoso amico, si ricondussein città per rimettersi in salute.E -1 votosi della sofferta malattia, siaccinse a tradurre le favole di Fe-dro, compiute le quali gli venne ilbel destro di rivedere il volgariz-zamento della Calliopedia di Quil-let, che fatto aveva quarantanniprima, il quale , tuttoché satisfa-cesse agli altri, a lui non finiva disatisfare; quindi gli piacque di ri-toccarlo , e di corredarlo di moltee molto erudite annotazioni,. Glistudii sopra i mentovati poeti ve-nivano a quando a quando interrottidalle lucubrazioni chea sollievo del-la mente andava facendo sopra Pli-nio e sopra Cicerone. Di quest'ul-timo emendò da capo a fondo latraduzione delle Epistole, già pub-blicate-dieci anni avanti; le tra-scrisse nettamente, siccome fecedel Livio, eie apparecchiò per unanuova edizione . Altro lavoro dipiccola mole n’ è il Centone pub-blicato in Venezia per celebrarela laurea in legge riportata loscorso anno (i 855) dal valentissimosig. Raffaello Pincherle, discepoloche fu del Mabil. In questo scrit-to rannoda l’autore i concetti de-gli antichi elogisti e compone unelogio latino-italiano in cui veg-gonsi concentrate in uno solo lelodi di molti eroi.

Negli ultimi mesi di vita, qua-si finir -volesse la sua letterariacarriera con quella scienza concui cominciata 1 ’aveva , pensò didar mano alla versione de’ due li-bri dell’Agricoltura di Plinio; manoti appena raggiunse la metà dellavoro, che fu colto d’apoplessia ildi 25 febbraio del corrente anno1 856. Fu si gagliardo 1’ attacco dacredere che quel giorno fosse l’ul-timo per lui. Il dì seguente si rieb-be alquanto, e potè ricevere i con -forti della religione, rispondendofrancamente al sacerdote ehe pro-nunziava le ultime preghiere perlui ; poi la mente si fe’ di nuovo