epigrafi, ecco il campo de’ suoi stu-dii, donde colse una messe copio-sa, e allora lodatissima, L’ Archi-vio Capitolare fu da prima 1 ’ og-getto delle sue cure. Da esso tolsedocumenti a difendere e i dirittidella sua dignità canonicale e quel-V- li della Cattedrale Trivigiana ,contro le continue pretensioni del-la Chiesa di Asolo. La storia diquelle misere controversie,di quel-le dispute accanite resta pur trop-, po in tanti libercoli e librattoli dii quel tempo : onde non se ne par-j: li d’ avvantaggia,
j Illustrò meglio la patria storia[ ecclesiastica colle sue eruditissime
Memorie del Beato Enrico, disan Liberale, e degli altri Santi,
[ de' quali riposano i sacri corpij nella Chiesa di Trevigi ( Vene-i zia, 1760): colla pubblicazionei di tre Carte dell' ottavo secolo, re-| lative alla storia monastica : e conf molti altri scritti, sparsi quasi tut-? ti nei Giornali del suo tempo,cioè nella Raccolta Calogeriana,nelle Memorie per servire all ’ i-•, storia letteraria stampate dalVal-vasense, nella Minerva o sia nuo-" vo Giornale de Letterati d'lta-i lia, e nelle Novelle Letterarie delLami.
E della municipale storia pro-fana, forse più ancora che dellasacra , fu benemerito l’Avogaro.Il suo •Trattato della Zecca e del-le Monete, eli ebbero corso in Tri-vigi fin tutto il secolo xir, inseri-to nel tom. iv della nuova Raccol-ta delle Monete e Zecche d'Ita-lia diGuid' Antonio Zanetti ( Bo-logna iq86 ), è opera, che sola ba-, sterebbe a rendere immortale ilsuo nome. Afferma lo stesso Za-? netti nella Prelazione, che 1 ’ Avo-? garo parla dei sistemi monetarii. usati in Italia nei secoli prece-1 denti il mille, dei quali nulla, o\ poco almeno se ne sapeva : il che£ gli è riuscita di fare con tale e| tanta precisione , che merita il
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vanto e la lode sopra ogni altro.Ma, non contento l’infaticabileuomo di avere con questi suoi la-vori rischiarata la difficile storiapatria del medio evo , salir vollepiù innanzi, studiando che cosafosse questo Treviso all’età de’ Ro-mani. Non parlando delle due suaLettere sopra la Lapida Romanade' Seviri ( N. Racc. Calog. tom.rm, xui ), si avrebbe da dire as-sai della sua voluminosa opera ine-dita, che intitolò Considerazionisopra le prime notizie di Trevigicontenute negli scrittori e ne' mar-mi antichi. Per quest’ opera, incui schizzano d’ ogni dove proflu-vii di erudizione, volea 1 ’ Avogarocombattere specialmente l’opinio-ne di chi ( veduto in Plinio no-minati i Tarvisani, e nou la cittàTarvisium ) pretendeva che Tre-viso fosse niente a’ tempi Roma-ni, e che i Tarvisani di Pliniofossero abitatori delle Alpi. E quitalvolta 1 ’ amor della patria gli fe’velo alla ragione ed alla sana cri-tica, sdrucciolando in difficili con-ghietture , e in esami intralcia-tissimi.
E questa dolce carità del suolonatio, nell’ Avogaro sempre vivaed intensa, gli suggerì il bel pen-siero di aprire una pubblica Bi-blioteca presso il Duomo, ad usoparticolarmente del Capitolo, edei preti Trivigiani, acciocché sen-za molto disagio potessero arric-chirsi di quel sapere tanto neces-sario al lor ministero. Un’anticalibreria capitolare già c’ era inTreviso: anzi fin dal n 35 ( cosarara in quell’ età ) aveavi una rac-colta di codici, l’indice de’ quali,tratto da una pergamena, 1 ’Avo-garo pubblicò nelle Memorie perservire all' istoria letteraria, tom.mi. Egli dice in una lettera del1755 all’ah. Francesco Benaglio :» Dopo non piccola fatica mi èn riuscito di ristorare la Capitolar» Biblioteca, e riaprirla a beue lizio3