ebbe egli per suo mezzo faci-le accesso presso frate Cosimo,del qu^le era quel vecchio chirur-go intimissimo insino dalla fan-ciullezza; e fu , ad eccezione diqualunque altro si nazionale cheforestiero, ammesso nel suo pro-prio ospizio ad assistere alle ope-razioni di litotomia. Di egual ma-niera per mezzo del Vicq - d’ A-zyn fu introdotto presso un certoTiphesne inventore di un appara-to pe’ piedi torti congeniti ; e 1' a-cutissimo sentire dello Scarpa necomprese incontanente la teoricadalla sola risposta datagli da que-sto macchinista e fabbricatore dicinti , che le punte del corpo ,cioè, sono suscettive d'essere trat-te in ogni senso , purché ciò si fac-cia per gradi insensibili , tal chenon rechino sensibile molestia al-l' infermo. Queste sole parole ri-scaldarono 1’ animo dell’ italicochirurgo, si eh’ egli vide come perlampo 1' ordigno e il mezzo di ri-parare a questo grave difetto con-genito.
Lesse ad una seduta della socie-tà di medioina un sunto dellesue osservazioni anatomiche sul-l’organo dell’odorato, esili nerviaccessorii dell’ organo istesso prò-'cedenti dal quinto de’cerebrali, epartecipò in altra tornata un’ os-servazione sopra d’ un aneurisma.
All’ avvicinarsi del verno del1781 il chirurgo di Modena partiper Londra, e quivi tosto si acco-stò ai due Hunter, e al principedella scuola chirurgica di queltempo il cel. Pott. Alta meravigliadestò nell’animo suo la ricca col-lezione di preparazioni anatomi-che di Guglielmo Hunter, le qua-li egli osservò e diligentementenotò, e che poi gli furono di ec-citamento e modello per fare al-trettanto in Italia. Si esercitò gran-demente nelle iniezioni dei linfa-tici, parte di anatomia pratica dalui allora poco conosciuta, sotto
Cruisckauks aiutante di Huntef( Guglielmo ).
Dall’ Hunter poi Giovanni, cuiegli consultava spesso, si studiò dicavare quell’ intelletto sublime perle più astruse indagini, e quel-1 ardore massimo per ogni gene-re di scoprimento, e specialmentenell’investigare 1’anatomia deglianimali, la zootomia comparativa:e molto studiò e lungamente cer-cò a parte a parte la magnifica col-lezione di epolomia posseduta daquello. E si giovò .delle sublimilezioni di questi due grandi uomi-ni si in chirurgia, e specialmentein ostetricia di Guglielmo, e sì innotomia umana e comparata dientrambi.
Dal Pott tolse molto rispetto allachirurgia seguendolo nelle sue vi-site e nelle sue lezioni.
Belle sono le osservazioni criti-che fatte dallo Scarpa sullo statodella chirurgia in Inghilterra e inFrancia. Egli trovò che 1 ’ uso deitopici era più semplice in Inghil-terra che in Francia : che gli In-glesi erano più cauti nella diagno-si, meno precipitosi all’ operare,e vide ed osservò più nettezza, piùventilazione nelle sale, e maggio-re accuratezza e prontezza nei ser-vizio dei malati. Non gli piacque1’ uso che si faceva nella litotomiadel gorgeret di Hawkins panciutonell’ apice, e poco o nulla taglien-te, e giudicò insino d’ allora me-ritare questo istrumento una rifor-ma perchè fosse si utile quanto ilsemplice coltello o bisturino na-scosto di frate Cosimo.
In Londra non trovò gran cosada imparare nelle malattie degliocchi, tantoché Wenzel il padreera spessamente chiamato colà consuo gran lume.
Sullo scorcio della state del 1782 loScarpa rivide l’Italia passando perMompellieri, dove non eravi piùnuila d’importante per la recentemorte de’ suoi maggiori luminari.