radicativa dell' aneurisma , siastata riguardata talvolta comemancante di effetto - Memoria sul-1 ' aneurisma detto per anastoma-sia - Cura di un ginocchio curvatoindentro in una ragazza di tene-ra età.
( Ved. Bibliot, Italiana anno
i855 )
Chiappi.
VIDUA ( coiste Carlo ), illu-stre viaggiatore ed erudito insi-gne, trasse i natali in Casale diMonferrato a’ dì 28 del mese di feb-braio dell’ anno 1785 dal contePio Girolamo Vidua e da Marian-na Gambera. Come avremo fattoun abbozzo degli studi di quest’ il-lustre italiano, il più speditamen-te che per noi si possa, parleremode* suoi lunghi viaggi, toccando leprincipali cose da esso lui osser-vate , e facendo cenno de’ lavoriche volgea in mente di renderedi pubblico diritto, e di quelli cheper cura di un suo carissimo furo-no donati alla repubblica lette-raria.
Il padre di lui volle allevarlosotto gli occhi proprii : alle curesue si aggiunsero quelle della con-tessa Eurichetta d’Agliano, al gio-vinetto matrigna, ma per affezio-ne più che madre. Ebbe a precet-tore negli anni giovanili don Giu-, seppe Mortara, sotto del quale stu-I dio I’ italiana, il francese e i rudi-. menti della lingua del Lazio : ebbepure gli elementi di varie scien-ze, che bene o male soleano a que’tempi chiamarsi fdosolia : nelle1 quali discipline aggiunse i i4 an-$ ni dell’età sua. Il padre avrebbe
! voluto avviarlo nella carriera lega-le ; ma sopraggiunsero i tempiforti per la invasione straniera ,ed egli non volle che suo figlioentrasse nella patria Università ,cosicché gli studi] che questi fecedi poi furono indeterminati e va-ganti, e non ispeusoro 1’ ingegno
di Carlo soltanto perchè P ebbeda natura vigorosissimo. Egli èvero che fu raccomandato alle cu-re del canonico De - Giovanni,celebre per varia ed elegante eru-dizione j ma ciò non bastava al-1’ uopo, ond’ è che il giovinettoandò sempre travagliandosi indar-no nella ricerca di una meta, cuisi opponeva diametralmente il ge-nere de’ suoi studi. Ebbe cara lamusica, e sì addentro vi si appli-cò, che tra pochi anni fu in istatodi comporne, e molte cose di luirimangono pregiate. Ebbe genioall’ arte del disegno; intese all’ar-chitettura civile e militare; unafabbrica rustica, fatta edificare ne’paterni poderi, resta a memoriadel suo ingegno in sì fatte disci-pline. Nell’ adolescenza studiò l’e-quitazione, la scherma e il ballo;di persona alta com’ era, non rie-sci aggraziato nelle prime due ar-ti cavalleresche , e meno ancoranell’ ultima.
Soprattutto sentivasi inclinataalle belle lettere, alla politica, al-la lettura de’ viaggi ; e vi si appli-cava con amore, anzi con fervóreindicibile: le cose belle e rare, dicui fece tesoro nella sua bene or-dinata mente, gli giovarono assainelle dotte peregrinazioni, di cuiprenderemo a parlare.
Frese vaghezza di viaggiare si-no dalla fanciullezza : al che die-dero causa i racconti dell’ avo suo,il conte Fabrizio Gambera, che ingioventù avea viaggiato in Fran-cia od in Inghilterra : cosa rara aque’ tempi. Il qual desiderio siaccrebbe vie più dopo alcune giteeh’ ei fece a Pavia, a Torino, aMilano ed a Siena ; vive e pro-fonde furono le impressioni, ch’e-gli ricevè in que’ primi viaggi.La Certosa di Pavia, il Duomo, diMilano, il bel cielo della Toscanalo trassero per cosi dire fuori di s.èper 1 ’ ammirazione . Avrebbe vo-luto entrare rsel Collegio Toloipcr