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[Volume terzo e volume quatro.]
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Nel 181 i fu promosso alla cari-ca di ispettor generale di pubbli-ca istruzione del regno d'Italia, enel giro che ei fece a discarico disi alto e delicato ufficio ottenne lo-de co» attestati di pubblica sod-disfazione.

Fu il Brunacci aggregato a mol-te delle più celebri accademie diItalia e d’altre parti dell’ Europa.

Egli venne consultato da piùmnnicipii e città per oggetti diacque, ed' altre contestazioni diragion matematica, e dal governopontificio per la ripartizione deidebiti di quegli stati che compo-nevano il regno d’Italia per adem-piere all’ articolo 97 del congressodi Vienna.

Il Brunacci con corpo robustis-simo cominciò a provare da variianni crudeli dolori alla region lom-bare i quali si accrebbero grada-tamente, e non valendo nè sennomedico nè altro provvedimento, futratto alla tomba il di 18 di giugnodel 1818, non avendo ancor com-piuto il suo decimo lustro di età.

Ed in mezzo a questi suoi dolo-rosi affanni che il crucciarono persi lungo tempo ( i ) egli sempre in-tese con intenso animo agli studisuoi, e non lasciò anche di compi-lare altre opere, e ideare altri la-vori e utili cose.

Ebbe il Brunacci grandissimimeriti e come professore di piùcattedre, e come scienziato e scrit-tore , e come ingegnere pratico ,ed anche come pubblico ufficiale,e si può dire ancora come sempli-ce privato e cittadino (2).

(1) La cagione di tutti i suoi malifu un vasto aneurisma dell’aorta ven-trale , il cui scoppio gli recò subitamorte. Ved Relazione della malattia emorte del cav. Brunacci del professoreChiappa. Per Lampato, Milano, 18 ò.

(2) Considerazioni apologetiche suimeriti e sulle opere del cav Brunacci•Lettera del prof Chiappa al cav. .Mu-re si. Milano presso Pirotta , i 835 .

(il

La sua casa era alla sera una riu-nione di dotte e cortesi persone ,le quali riparavano presso un col-to e dotto uomo capace de’ più ca-ri e teneri sentimenti della piùpura amicizia. Ed era questa qua-si una piacevole scuola di urbani-tà, di erudizione e d’ ogni gentilcostume.

Fu il Brunacci di animo bene-volo verso gli scolari, a molti deiquali giovò adoperandosi a pro-muoverli con ogni mezzo a cari-che e ad onori : e affettuoso versoi colleghi i quali lo riamarono diamore candidissimo ; egli fu caroa tutti quelli che appena il conob-bero siccome uomo di schietta fe-de e di cuore ottimo e leale.

La sua persona era bella e appa-riscente , la fìsonomia florida e vi-va, e piena d’espressione; fu acutonell’ osservare , accorto nel giudi-care, bello e facondo parlatore. Lesue maniere erano urbane e fran-che , e talvolta di lieve trascorreaad una soverchia vivacità nel dia-logo che rasentava lo sdegno, masdegno non era , e se era , era losdegno dei generosi.

Da quel che ha fatto nel nontroppo lungo periodo di sua vitasi puote argomentare quanto a-vrebbe fatto tuttavia, se morte nonavesse sì tosto troncato il filo disua vita preziosa; e imperciò fu lasua morte lamentata a di lungodagli amici e dai dotti, ai qualidiede esempio bello di stndio , diaffezione e di auimo informato adogni più amabile virtù.

Chiappa.

GRASSETTI ( Gaetano ), na-cque in Roma intorno al 1778, dicivile condizione. Rimasto orfano,incontrossi in amorevole cura dizii, i quali compiuto eh’ egli ebbecon felice speranza i primi studiin patria , iuviaronlo a Bologua adapprendere la medicina . Diedeopera in pari tempo alle italiane e