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[Volume terzo e volume quatro.]
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era stato 1* autore. Di qui ebberoorigine parecchie cose, che tenia-mo pubblicate da lui. Primiera-mente diede in luce ( Bergamo ,1771, 8.) Nuovi teoremi per la di-visione delle ragioni tre Ila mag-giore e minore disuguaglianza didoppio e contrario genere di quan-tità : nel quale opuscolo con alcu-ne sue nuove osservazioni sopra unpensiero di Tolomeo negli Armo-nici , dimostrava vero ciò che gliera necessario che il fosse per latrattazione di alcune sue Memorie ,che dappoi lesse nell’Accademia, laquale onorò con quelle i suoi pub-blicati Saggi scientifici. Quattrodesse sono: due ài Introduzione allasuà Nuova Teoria di Musica ; nel-la terza dichiara i suoi principii, enell’ altra ne fa le applicazioni (t. 1.1786, t. 11, 1789, t. in, 1794)- Nerimane non pubblicata una quintaMemoria: nella quale egli applicail suo principio alle scale e a’siste-mi si dell’antica, si della modernamusica , aggiuntavi un’ appendicedel canto. Dedotto eh’ egli ebbedalle proporzioni del bello in ge-nerale il suo nuovo principio diteoria della musica, eh’ egli riponenella semplicità combinata collaproporzione , si diede a ricercarenelle proporzioni stesse il bello ar-chitettonico, il che si è fatto da luinel Saggio sopra il bello di archi-tettura (Bassano, 1806 in 4-). ^ jesue cognizioni musicali il rendeanoestimatissimo presso i più intelli-genti , tra’ quali i maestri Vallettie Sabbatini, che soggettavano algiudizio del Barca i proprii com-ponimenti musicali e i proprii scrit-ti ; e le sue cognizioni architetto-niche il faceano apprezzare e con-sultare dal Guarenghi, dal Selva epiù volte ancora dal Governo Ita-lico , che il volle inoltre giudicene’ premii che doveansi distribui-re agli studiosi dell’architettura.E volentieri egli leggeva libri diquest’arte, e ne notava gli errori,

se ne aveàno. tetto, a cagione diesempio, nelle File degli Archi-tetti del Temenza, che Poli/ilo die-de nella sua Hipneromachia unadimostrazione geometrica quandoarrecò il modo, con cui deesi com-porre entro di un circolo unafìguradi dieci lati ed una di sette, egli tostoconobbe l’inganno del Temanza,e in una sua Memoria riportatanei ricordati Saggi ecc. fe’ conosce-re, che Polifilo non aveaci data cheuna semplice costruzione pratica ,la quale appena poteasi dire esatta.Queste sono le sole cose eh’ eglipubblicasse, se ne vogliamo eccet-tuare parecchi articoli, di cui ebbearricchito i giornali di letteratura.Ne restarono alquante mss., fra lequali rammenteremo una memoriaSulla libertà assoluta di commer-cio — Idee sull' altezza de ’ vasi— Ripieghi in architettura per dif-ficoltà del sito. In tanta copia divaria scienza egli era lontano daogni ombra di superbia , e vissesempre la vita moderata dell’uomodi chiostro..— Disciolta per pubbli-co decreto la congregazione allaquale apparteneva, ne sentì vivez-za di dolore, e non ebbe altro con-forto che quello di ritirarsi pressola propria famiglia in Bergamo,dov’ era sommamente accarezzato.Ivi egli è morto nel dìdecimoterzodi giugno dell’anno i 8 i 4- II prof.Gio. Maironi da Ponte ne recitò1’ Orazione funebre , che venne an-che pubblicata (Bergamo, i 8 i 4, 8.).Ebbe l’onore di essere stato al Bar-ca confratello ed amico, di avernescritta la Necrologia pel Giornaledell' italiana letteratura ( t. xi,p. 332) e di averne recitato un Elo-gio che giace mss., nel compimen-to degli annui studii nel Semina-rio Patriarcale di Murano il dì 12di agosto dell’anno 1815, l’autoreeziandio del presente articolo.

G. A. Moschini.