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[Volume terzo e volume quatro.]
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sappiamo da Giovanni Targioni(Scienze fisiche ec. tom. i. pag.i 34 ) che « il sig. Senatore Nelliss nel trarre alcune fette di morta-si della fuor della carta in che avea-;> le involte un pizzicagnolo, s’ av-sì vide essere questa carta una let-ss tera del Galileo : recatosi quindiss ad interrogare quel pizzicagnolo,ss trovò che un servitore, da que-j> sto non conosciuto , di tanto insì tanto gli portava a vendere uns> fascio di simili scritture. Prose-ss guendo le indagini, il Nelli sep-j> pe, che tali fasci uscivano dallas> sopraindicata buca da grano, eìì per non moltissimi scudi gli riu-si sci di avere in mano ciò che ri-si rnaneva ancora di que’ preziosii) tesori. ìì Confortato di tali aiuti siaccinse a scrivere la vita suddetta,ma la morte il colse prima di veder-ne compiuta la stampa corredata didocumenti. Nè di ciò abbiamo oggi-dì a dolerci, meglio del Nelli avendooperato il cav. Giambattista Ven-turi , cui dobbiamo le Memorie eLettere inedite e disperse di Ga-lileo Galilei, ordinate ed illustra-te ec. Modena , Vincenzi e Comp.ì S [ 8- 21 parti 2 in f. gr. con dueritratti e con tavole. Il Venturi nonsolo raccolse e pubblicò i materialigià dal Nelli posseduti, e poi passatinellaR. Libreria Palatina di Firen-ze, ma altri ancora potè aggiugner-ne che oggidì si serbano originalinella cospicua libreria stessa. Pareche del Commentario scritto dalNelli il cav. Venturi non facessegran conto , qualificandolo librocompilato come a Dio piacque ,•tuttavia è corno il prodromo del-l’opera da lui pubblicata, e dandola storia della filosofia e degli studimatematici del gran Galilei, saràsempre lavoro dagli studiosi accol-to con riconoscenza.

B. Cimba.

FERRARI (Tommaso Maria)',nacque nel 16)9 in Manduria città

della Messapia di Puglia da Fran-cesco Antonio e da Vittoria Bruni.Fin dalla fanciullezza mostrò gran-de amore alla pietà e sollecita curadella istruzione. Giovanetto anco-ra, prima d’iniziarsi negli studiiscolareschi, entrò fra i Domenica-ni. Compiuto il solito tirocinio, fuchiamato dai capi dell’ ordine a Na-poli nel convento di S. Spirito del-la Congregazione della sanità, do-ve si fece conoscere assai fovorevol-mente recitando l’orazione pane-girica di santa Rosa. Per ciò , fudefinitivamente affigliato a quelconvento. Fatto sacerdote, passò alcollegio di Monte di Dio per atten-dere, secondo le regole dell’ istitu-to , agli studi superiori. Del mol-to profitto in essi, fecero prova lepubbliche deputazioni che soste-neva a quando a quando fra 1’ u-niversale ammirazione. Venuto ilsuo tempo , fu inviato a Romaagli esami di maestro , donde uscicon grandissimo onore. Nel iC ^3fu trascelto lettore di filosofia nelcollegio di San Tommaso d’ Aqui-no in Napoli. Ivi stette fino al 1677,Gli alunni, quando si avviavanoalla scuola, soleano dire: Andìamoiche argomenta , declama , perorail Pugliese. Nel 1677 fu chiamatodal generale dell’ ordine , Rocca-berti, in Roma , e venne destina-te cattedratico per la provincia diSanta Croce nelle Indie, Ad esserepubblicamente riconosciuto degnodi quest’ incarico , fu assoggettatoad ardua disamina. Le tesi propostefurono sciolte da lui con tanta dot-trina e franchezza, che si udirono iconsultori più volte sciamare: Fiatmagister, fiat rnagister. Il che, a dirvero , è qualche cosa di più dellesolite lodi con cui sogliono usci-re approvati i precettori. Non ter-remo dietro a tutte le altre onore-voli dignità con cui fu decorato ilFerrari, o, a dir meglio, che furonodecorate da lui. Mentr’ egli soste-neva con gran lustro il grave