Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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avessero a cuore questi avanzi ve-nerandi di antichità, che gli stra-nieri c’ invidiano, e noi ( nostravergogna ! ) poco ci curiamo diconservare. Ed in fine di questaopera si leggono due suoi ragiona-menti dà lui recitati in Firenzenella Società Colombaria e deiGeorgofili, l’uno sovra la pinetaravegnana, l’altro su le api; avendoanche di suo ingegno trovata unamacchinetta, o nuovo alveare, perla conservazione delle medesime.E nel 1822 furono stampate inFaenza le sue Memorie intorno idomimi e governi della città diRavenna. Compose altri opuscolistorici di minor conto, e fu ancheverseggiatore : ma sì i versi e sì leprose non hanno, a dir vero, alcu-na bontà di stile. L’ultimo de'suoilavori, che inedito si rimane, è laistoria della Casamatta, antichissi-ma società di pescatori, ch’ebbeorigine insin dal 4 g 3 , e poi fu no-bilitata coll’aggregamento de’prin-cipali cittadini, e dura tuttavia,ed ha sue leggi e constituzioni.Per toccare alcuna cosa apparte-nente alla sua natura, ei fu uomodi provata integrità , nella cuimente erano pensieri grandi, enon da privato. Nelle opere di pie-tà fu caldissimo: sovveniva queglionesti cittadini la povertà de’qua-li era tenuta celata dalla vergogna.Cortese ed affabile nel conversare.Mi ricorda che ragionando ei me-co nell’agosto del 1826 di que’buo-ni Ravegnani, pel senno e per lavirtù di cui la patria è venuta inmolto splendore ; e detto io, cheavrei voluto vedere le immaginiloro poste in loco onorato, le qualifacessero fede allo straniero chenoi non siamo ancor morti allagloria ; vidi a questo dire tuttorallegrarsi il volto di quel buonvecchio, il quale stette alcun pocosopra di se, indi, strettami la ma-no, sciamò: ri Deh ! perchè nonsono io nella mia prima fortuna! >»

tre quali parole mi mostraronochiaro che dentro di quelle mem-bra asciutte e fredde era anco vivauna favilla di animo generoso. Co-sì viveva il nostro Camillo, quan-do nel maggio del 1 85 o, oppressodal peso d’ottantasette anni, in-fermò gravemente, e dopo pochigiorni mori. Volle che’l suo corpofosse seppellito senza pompa difunerali nella chiesa di s. Gio. Bat-tista appresso le ossa di suo padre.Ed io credo che in quelle ultimeagonìe della morte, avendogli ’lmale lasciato intero conoscimento,si ricordasse l’egregio uomo di ciòche aveva scritto ei medesimo,che : » La nobiltà de’ natali e lericchezze sono beni effimeri ed e-ventuali, che svaniscono al termi-nar della vita : non così accadedell’uomo virtuoso. Egli sopravvi-ve a se stesso, e passa ad una nuo-va esistenza nella memoria de’po-steri, quando anche cede al comundestino la fredda scorza di se me-desimo. n

Sono queste, come abbiamo ac-cennato, le principali sue opere.

1. Riflessioni civili e moralidell ab. de Bellegarde sopra ciòche può piacere o dispiacere nelcommercio del mondo, esposte insei dialoghi e trasportate dall ’ i-diorna francese nell ’ italiana fa-vella dal cav. marchese CamilloSpreti patrizio ravennate —-Faen-za 1787.

2. Desiderii Spreti historici ra-vennati de amplitudine, eversio-ne et restauratione urbis Raven-nae libri tres a Camillo Spretipat. ravennate et equite hieroso-Ijmìtano in italicum idioma ver-si et notis illustrati. Ad Inscri-ptiones ab A udore collectas alineaccessere ad Ravennam quoquomodo spedantes in tres classes di-Slrilnitae, quibus subiiciuntur va-rianles lediones et notae levioris