Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
354
JPEG-Download
 

y>4

vasi Etruschi ; I complementi alleSimbole ed al Museo Etrusco delCori ; La storia de' Fossili ; / dis-corsi della ragione architettonica.Diffatto per la prima fu regalato ilmondo della più ampia raccoltache si avesse in fatto di Lucerne ,mentre ne offerse più dì 1000 , e iprolegomeni servono come di sto-ria succosa e leggiadra a siffatto ar-gomento, ed emulò in questo nonsolo ma di gran lunga superò ilLiccio ed il Bellori ; sicché ildottissimo Scipione Maffei ebbea dire di una tale opera che niunamante dell'erudizione antica piùpura vorrà esser privo di quel la-voro. Per le Lettere Roncagliesi, ilPasseri diede acuta spiegazione aparecchi passi degli indigitamentipontificali degli antichi Iguvini,detti comunemente le Tavole Eu-gubine , e porse un accurato indi-ce verbale di esse dodici tavole: inquesta materia fu tra’ primi, edebbe il vanto di andare nella sco-perta di pari passo coi filologi el-vetici. I Paralipomeni all’ Etru-ria regale del Demstero formanoper consentimento universale unseguito necessario alla celebratis-sima opera di quel famoso. E disommo grido si fu in tutta Euro-pa 1’ opera sulle Pitture etrusche ,dove si propose di ridurre a siste-ma tutte le pitture che veggonsine’ vasi detti etruschi; rifondendoi lavori del Buonarotti, del Dem-stero, del Gori ; includendo gliesemplari non per anco conosciutidi Napoli e dì varii Musei ; anno-tandone 5oo ; arricchendo 1’ operadi un elenco di voci ebraiche don-de credonsi provenire le etrusche,e di un Lessico delle voci etruscheche o negli antichi scrittori o neimonumenti si leggono. Nè baste-rebbero parole a spiegare tutta laimportanza delle simbole e deicomplementi al Gori, che già nehanno favellato i più dotti e i piùimparziali uomini dell;: penisola,

altamente lodando le idee del Pas-seri, e specialmente il suo Lessicoegizio-ebraico. Circa alla storia deiFossili, è da sapersi, che prima cheil famoso Jano Planco pubblicas-se il trattato sulle Conchiglie ma-rine dell’Adriatico, il Passeri aveagià stampata la stia raccolta delleConche montane , ed in codestastoria fu geognosta a un tempo fernineralogo. Molte cose trovò affat-to ignote della provincia; c sonocelebri il teschio d’ elefante cherinvenne in Orciano ; il carbonfossile che scavò dal monte Feltriocol fosforite o la pietra cosi det-ta Bolognese; i marmi del colloArdizii ; le fungiti e l’arena tere-brante dei lidi di Pesaro. Questastoria, sebbene scritta prima del-la rigenerazione della chimica enell’infanzia della mineralogia,trae e trarrà sempre 1’ universaleammirazione : per questa ottennel’onore di essere in immagine collo-cato fra i più cospicui naturalistidella Pinacoteca Bolognese. Nè de-vesi preterire che in fine a que-st’ opera apparve l’altro opuscolodi lui pregevolissimo sulle Pitturedelle maioliche d’ Urbino, già cre-dute di Rafaello; e che quell’o-puscolò è un vero manuale per cosìfatto argomento. Finalmente delDiscorso sull’architettura fu dettocon molta ragione essere un capod'opera e il vero trattato filosofi-co di quest ’ arte: diviso in quat-tro articoli, si prova nel primo ave-re l’architettura la sua particolarefilosofia, la quale suggerisce la ra-gione per cui una cosa possa farsi,e se ne danno diversi esempi in uudiscorso generale; si esaminano nelsecondo gli errori che commetton-si nel delineare e formare le pian-te ; nel terzo quelli che nasconodall’elevazione del fabbricato; nelquarto gli altri provenienti dallosmodato o irregolare uso dell’ or-nato.

E bene disse il Brucherò del