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all'animo, si pose ad uno ad uno aridurmi a memoria i magnifici no-mi del Demslero, del Buonarotli,del Maffei, del Gori, del Bour-quet, dell' Ilisbull, del Passerie di altri dotti uomini cui non in-crebbe spendere largamente e tem-po e sudori in così fatto lavoro.Nelle Novelle Letterarie di Firen-ze (i 3 marzo 1751) furono censu-rate tre operette del Passeri, giàpubblicate nel secondo e terzo vo-lume delle Simbole letterarie delGori. Annientò i fragili argomen-ti del novellista il nostro autorecon un breve opuscolo applaudi-lissimo, intitolato — Esame di unarticolo delle Novelle LetterarieFiorentine, stampato in Pesaro nel»la tipografia Gavelli. Ivi il Passeriaddimostrò: I false le critiche al-le sue conghietture per dedurreche la lingua egizia antica fossemolto affine all’ ebraica ; asserendoche anche il Calmet nella disser-tazione De lingua primitiva con ra-gioni men forti delle sue avea sos-tenuta una tale opinione, e che ildotto S. C.Agius nel trattato dellalingua maltese molto si valse deifondamenti di questa sua opera ,citandola con somma lode ad ognipagina. Provò che cercando l’ebrai-smo in Grecia avea seguito le trac-eie di gravissimi autori prima dilui, cioè il Grozio, il Boccarto , ilVossio, lo Screvelio, l’Avenario, efinalmente S. Girolamo e S. Ago-stino. II Parimenti convalidò inquest’ opuscolo i motivi per li qua-li avea giudicato essere un’ imma-gine di Giove quella statuetta sin-golarissima di bronzo, adorna ilcapo di due distinte corone , percui la nominava statua a più co-rone. IH E finalmente appoggiòla spiegazione di una moneta finoa quel di incognita; cioè la mone-ta di Balla, nella quale si leggevaEtoUa/o? ? efie il Passeri interpre-tò pel nome del popolo e nondeli’ eroe africano eh’ avea tempio
in Balle o Balla. L’anno inS 5 , •precisamente il di 11 agosto, ridela luce nelle Memorie per servirealla Storia Letter. stampate in Ve-nezia una lettera che censurava ladissertazione del Passeri pubbli-cata negli Opuscoli della SocietàColombaria, voi. 2. 1^52 intorno adun’ antica Iscrizione Osca, la qua-le estratta dalle rovine di Avella ,era stata coHocata nel Museo delseminario vescovile di Nola. A talecensura diede ampia risposta il Pas-seri nell’articolo Esame di una let-tera ec. stampato in Pesaro l’apri-le ij 5 a, nel voi. 1 pag. 5 q 5 delleMemorie di Trevoux, ivi tradotte,e periodicamente pubblicate dalGavelli fino dall’ anno 1-^2. Il Pas-seri avea già dimostrato che in quel-la iscrizione di lingua osca, moltasimile all’ etrusco , racchiudevasiuna terminazione di confini segui-ta tra quei di Avella ed i Nolani.Come dunque gli si opponeva chela non fosse realmente scritta inlingua osca, egli validamente pro-vollo nel detto Esame;. Addimostròinoltre alla distesa l'esistenza, laforma , I’ indole del linguaggioosco ; raccolse dagli antichi c mo-derni scrittori i residui di dettalingua, e ne additò le vestigia colriportare altre sette iscrizioni an-tiche in codesto linguaggio, le pri-me sei trovate a Nola , la settimain Ercolano. Un’altra controversiaebbe il Passeri circa il Dittico Qui-riniano. E 1 da sapersi come il card.Quirini , acquistato un dittico diavorio che fu già di Papa PaoloII, scolpito a figure di difficileinterpretazione, lo avea fatto in-cidere in rame, e lo avea manda-to in disegno a tutti i letteratisuoi amici perchè glie lo interpre-tassero. Onorò di una tale incom-benza anche il Passeri; e molti fu-rono i pareri allora pubblicati perle stampe dal Gori, dal Reimaro,dal Volpi, dal Baldini, dal La-mi , dall’ Olivieri , dal Bozé, dal