Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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dirsi che alcuno di questi assolu-tamente tael loro genere pareggias-se. Il suo bulino pieno di gustonel tocco , e fedele nello stessotempo ai suoi originali rappresen-ta egregiamente colla diversità deitagli e dei modi misti di acquafòr-te e punta la prospettiva, ed i tan-ti accidenti della luce nei diversioggetti naturali, nonché l’effetto«lei colori per riguardo al tono piùchiaro e più oscuro, in che alla finfine risolvesi la pretensione di es-primerli colla calcografia. Per loche in quest’arte egli è da porsi frai più distinti Italiani che dalla finedel secolo decimottavo al principiodel decimonono la spinseroa sì altogrado di perfezione. Vi aggiunseanche il merito non comune aglialtri incisori suoi contemporaneidi disegnatore inventore nel ge-nere di piccoli soggetti : non sen-za far osservare, poiché il luogo locomporta, che il merito di dise-gnatore in genere viene troppospesso indistintameute a taluni at-tribuito che disegnatori non sonoche delle opere altrni, cioè copisti.

Ciò che la critica può opporrealle sue lodi si è che, surto sottoil dominio del manierismo, ed ab-bandonatosi troppo presto a séstesso , non fu sempre dimenticodi quei modi che una volta eranotenuti virtù, e migliorato il gustosi videro vizi, nè sempre scevroda ogni inesattezza nel suo dise-gno.

Per tempo appartenne all’Acca-demia di belle arti in patria, poia quella di Torino, pensando peròsempre essere le Accademie ono-rate dagli uomini di merito piut-tosto che questi dall’appartenervi.Che anzi negli ultimi anni disgu-stato da qualche opposizione in-contrata in quella di Bologna, chenella stia mente figuravasi comeun grave torto, aveva chiesto diesserne levato.

.Non ebbe propriamente scolari

dicendo evitare due sconci: volge-re i giovani per altra via di quellaloro prefissa dalla natura, e faredegl’ ingenti . Conseguenze nonsempre verificatesi : la prima perl’abilità, la seconda (ad onore del-l’umanità) senza colpa de’maestri.

Era versato nella lettura deiClassici e nelle lingue moderne.Nello studio delle cose naturalipropendeva alla botanica, dei cuiprodotti tenne in Bologna una rac-colta per que’tempi doviziosa.

La musica era stata da lui colti-vata appassionatamente in gioven-tù, accompagnando col suono delliuto il suo canto , nel quale vuoi-si rassomigliasse al celebre tenoreDavid.

Di statura era medio, di voltoregolare, animato e bello ne’suoimigliori anni.

Schietto, disinteressato nell’artesua e buon giudice delle opere deigrandi maestri impiegò le sue mag-giori cure sopra dipinti di nondubbia originalità e merito} e gra-to ed amoroso al genitore ne ono-rò le produzioni e la memoria.

Inclinato a beneficare ebbe inpatria la fiducia ed incarico nel-F istituto destinato a soccorrere ipoveri vergognosi.

Resta a dolerci come a toglierloalla prepotente influenza della im-maginazione non sorgesse in luipiù costante la persuasione chel’ordine è il fondamento sì dellpubblico che del privato ben es-sere. Forse a lui nocque l’esempiodelCellini, ad imitazione del qua-le ( oltre al viaggio d’ America )vuolse che lasciasse scritti gli av-venimenti più bizzarri della suavita , ed i suoi più strani pensa-menti, errando con molti nel cre-dere che per le matte sue avventu-re siasi aggiunto pregio a quell’uo-mo valente, mentre solo per ef-fetto del non comune di lui in-gegno sono desse passate alla po-sterità.