geografica dì alcuni monti visi-bili da Milano. 1824. Posizionegeografica di alcuni monti dellaLombardia. 1825. Posizione geo-grafica di alcune città della Lom-bardia. 1826. Obbliquità dell'e-clillica dedotta dalle osservazio-ni solstiziali. 1827. Esempli dicalcolo nella soluzione di alcu-ni problemi di trigonometria sfe-roìdica. — Misura dell'arco diMeridiano compreso fra Milanoe Genova. 1828. Continuazionedegli esempli di calcolo nella tri-gonometria sferoidica. 1829. Con-tinuazione e fine degli stessi e-sempii. i 85 o. Nota sull' interpo-lazione dei luoghi della Luna. —Obbliquità dell' eclìttica dedottadalle osserva zionisolstizi ali. 18 5 1.Distanze dallo zenit del Sole os-servate in alcuni solstizii. —
Negli atti della Società Italiana,Tom. 3 , Verona, 1786. — Tentati-vo per migliorare i camkocchialiacromatici proposti da Eiulero. —
Negli atti dell’Istituto Italianoper gli anni 1806-8-10. /clementidi Trigonometria sfe roidica. —•
Volume stampato <a parte. Istru-zione sulle misure e sui pesi. Mi-lano, 1801.
Alberto Gimiv.
FONTANI (Francesco). L’ u-miltà dei natali e la tenuità dellesostanze parvero aver destinatoFrancesco Fontani a quella vitache per esser comune ai più passaspregiata o negletta : se non chel'animo eh’ei sorti maggiore allacondizione sua spingendolo allapratica di quegli studi nei qualidoveva riuscire eccellente, emen-dò in parte il fallo della fortuna.Accolto in ancor tenera età fra icherici Eugeniani imprese e for-ni in quel seminario il corso deiprimi rudimenti: fattosi poi adul-to, seguitava quelli di filosofia , diragion canonica e legale, di mo-rale e dommatica teologia sotto
Voi.. III.
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la disciplina di reputati maestri.Non pertanto par la gravità diqueste discipline venivagli menol’amor delle lettere : anzi nel gran-dissimo desiderio delle medesimevie meglio si raccendeva. Il per-chè, conseguito il sacerdozio, vol-gevasi interamente a quelle libe-rali delizie, e nell’uso e cognizio-ne degli autori Greci e Latini siavvalorava per forma che, levatosiin voce di buon letterato , era ri-chiesto a insegnatore di eloquen-za in Roma nel collegio Bandi-nelliano, ove per più anni conzelo e con metodo grato e profit-tevole ai discepoli compienne l’uf-ficio.
Ora in quella magna Roma aiu-tato e sospinto dall’opportunità diavere ad ogni passo sott’ occhiotanti antichi monumenti, e aper-ti a proprio comodo tanti preziosicodici, mosse coraggioso verso glistudi archeologici, non iscarsa-mente confortandolo il Giorgi, ilBottari, il Foggiai co’ quali find’allora avea preso amistà e dime-stichezza. E del padre AgostinoGiorgi scrisse 1 ’elugio ; cosi delBottari e del Lami, nel cui seg-gio, reduce in patria, era stato ri-posto. Or quest’ elogio del Lamisuscitògli contro il proposto La-stri, compilatore delle Novelle let-terarie che allor pubblicavansi inF'irenze ; e sorta tra loro eruditadisputa, il Fontani, al parere deipiù, ne uscì vittorioso. Erano sta-te al medesimo Lami non iscarsoistrumento di fama le Delizie de-gli Eruditi: il Fontani volle darloro seguito con la pubblicazionedelle Novae eruditorum deliciae,e furono bene accolte, onde nonparve estinta in Firenze la dottri-na di quel degno e benemeritoletterato, tanto più che dalla pen-na del nuovo bibliotecario usciva-no non di rado dissertazioni e di-scorsi [premessi per lo più allastampa di qualche buon testo di