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[Volume terzo e volume quatro.]
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Vi giunse di appena 20 anni pri-vo d’ ogni aiuto di fortuna, e d’o-gni guida pe’ sentieri dell’ arte.Ma che non può nell’ uomo ilgenio, la forte volontà e la per-severanza ? 11 giovanetto fabbri-cato da sè un ordigno per incide-re , e tolta una pietra focaia, vilavora sopra una testa , la vendeper pochi scudi, compra posciauna pietra di maggior pregio, sucui intaglia un’ altra testa, chefatta mostrare al Pikler, questisiccome cosa assai bella volle a-cquistarla, e conoscerne insiemel’artefice. Da questo punto la for-tuna prese ad arridere al Santa-relli in modo cbe il Pikler coin-mettevagli lavori, a’ quali appostoil proprio nome, vendeva , sicco-me opere di sua mano. Per il chepostosi a lavorare di per sè, netraeva gloria e guadagno sempremaggiore. Parendogli che l’ordi-gno di cui il Pikler usava ad in-cidere fosse alquanto rozzo, si dièa migliorarlo si nelle parti prin-cipali, che nell’ esterne : quindiin luogo del piedestallo su cui lapiccola macchina si reggeva, figu-rò un Atlante incurvato dal pesodel globo. Racchiude questo amodo di custodia la macchina chenon vedesi muovere, senza apri-re il globo istesso. Comune si èfatto oggi l’uso di tale strumento,e tiene viva negl’incisori la me-moria del Santarelli, che ebbe pu-re molta attitudine ai lavori dimeccanica , cui a quando a quan-do intendeva allorché dall’ inta-gliare riposava.

Diciott’ anni dimorò in Romain continui lavori, ed ivi si accasòcon una Vincenza miniatrice diqualche nome, che dopo quattroanni senz’ avergli data prole mo-rì. Da Roma nel 1 797 passò a Fi-renze ove la molta celebrila delsuo nome il fò eleggere quell’ i-stess’anno professore nell’Accade-mia di Belle Arti. Riammogliatu-

si con Teresa Benini, questa diquattro figli il consolò , fra cuidue maschi, Carlo ed Emilio ; ilprimo de’quali, ammaestrato dalpadre, si applicò alla scultura, dicui og'gi è professore. Allorquan-do la Toscana ebbe a dominatorii Francesi, instituita nell’Accade-mia fiorentina la scuola d’intaglia-re cammei, il Santarelli, sceltonemaestro, si utilmente vi faticò daessere tuttavia quella scuola ingran conto. Del nome di lui orna-ronsi molte Accademie , di cuimentoveremo principalmente laromana di S. Luca, e quelle diBerlino e di Vienna. Istituitosida Bonaparte 1 ’ ordine della Riu-nione., il Santarelli ne fu tostocreato cavaliere; e nel 1820 rice-vette la croce della Legione d’o-nore da Luigi svili re di Fran-cia. Cosi amato ed ouorato visse6 '] anni, finché a’ 5 o di maggio182(3 fu tolto alla vita, avendologià da cinque anni tolto all’arteun’ epilessia che d’ assai gli resedebole la vista. Lungo e noiosoessendo 1’ annoverare i lavori chein tanti anni condusse, basterà ac-cennare che suoi sono i ritrattidi Michelangelo, Galileo, Dante,Petrarca, Boccaccio e Machiavelliche or si veggono nel Museo diParigi. Sue opere, e molto lodate,sono anche le imagi ni de’12 Cesa-ri possedute dal cav. Luigi TunoRapelli, presso il quale è pureuna collana ed un ornamento datesta ove sono raffigurati scherzid’Amore, e soggetti bacchici. Del-le diverse medaglie che coniò fu-rono precipue quelle di MichelAngelo, della duchessa di Parma,e di Elisa, che fu granduchessa diToscana (1).

G. F. Rambelli,

(1) Questi cenni sono tratti da unatetterà del Ch. sig. Oreste Raggi a Pao-lo Neri inserita nel N. 3 q (Sab, io ot-tobre 1 836 ) del Tiberino.