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del beato Jacopo da Voràgine(175.4), e * n quello stesso giornaleper cura del letterato palermitanoDomenico Schiavo, con cui Alle-granza era entrato in amicizia du-rante la sua dimora in Palermo,comparvero l’anno appresso do-dici Lettere famigliari di un reli-gioso domenicano ( lo stesso Alle-granza) toccanti varie singolariantichità , fenomeni naturali, viteed opere di alcuni uomini illustridi Sicilia e Malta.
Dopo lunga assenza ritornò VAl-legranza in patria , laureato nell’anno i755, ed alla patria appun-to, d’oiule più non uscì, ed alle pa-trie antichità rivolse quindi tutto1’alletto e lo studio. iNle fa testi-monio in primo luogo la Spiega-zione e riflessioni sopra alcuni sa-cri monumenti antichi di Milano(ivi, 1757) ch’egli intitolò a D.Giovanni Corrado de Olivera; o-pera che consiste in dodici disser-tazioni sovra antichità cristianemilanesi, ornate di tavole in rame.Ciascuna, qual più , qual meno,contiene illustrazioni e conghiet-ture curiose e importanti, partico-larmente in ciò che appartiene al-la spiegazione della scultura sim-bol ira, e della significazione deglianimali che veggonsi effigiati nel-le fabbriche del medio evo, c spe-cialmente sulla porta di marmodella basilica ambrosiana. 17 Alle-granza avea già avuto il pensierodi scrivere un trattato sulla filoso-fia simbolica degli antichi cristia-ni, ma poi (cangiato avviso) rifu-se in queste dissertazioni quantoavea in mente di scrivere , e lespiegazioni che di tanti simboliegli ci dà, se per la maggior partenon piossono dirsi nuove e sicure,debbonsi peraltro ammirare sicco-me ingegnose. Tanta era in luipassione per là scultura simbolica,che trattandosi a’ snoi tempi diterminare la grande facciata delD uomo di Milano, consigliava al-
1’ architetto Merlo, che ne RVéafatto un nuovo disegno, di collo^care in essa animali, com’ egli di-ceva, simbolici, dai quali inferiresi possono molte belle erudizionisacre e profane, e di attenersi atal fine al libro ili delle Originidelle antichità cristiane del P.Mamachi ov’ è la spiegazione ditali simboli.
Oltre una lettera (data ai 29 ot-tobre 1755 e indiritta'al Co. Fran-cesco d'Adda) toccante il sito det-V antica Barra ed un vento ivisingolare detto montivi) ( nellaRaccolta milanese stampata daAntonio Agnelli a. 1756 fol. 1^.) ;oltre alcune note che appose adun Volgarizzamento dal franceseche nell’anno 1 7 58 s’ intrapresein Venezia dell’opera intitolata:Difesa del canonicato de' fratipredicatori, dettò nel 17 5 g unalettera che leggesi nelle Memorieper servire alla storia letteraria(Venezia T. ir. p. ig 4 ) sopra unantico curiosissimo anello cristia-no legato in oro, un pe zzo cioè didiaspro col monogramnaa di Cristoche VAllegranza crede tte un mo-numento ambrosiano (ed attribuìquindi al secolo quarte) o quinto.Ma la sua dissertazione mon andò agrado ad un anonimo (i 1 barnabitaAngelo Maria Corlenovis ) il qua-le in un opuscoletto intitolato agliamatori delle antichità cristianee diffuso in Milano al principiodel febbraio 1760, pretese dimo-strare fosse l’anello in quistioneuna moderna impostura, sicchédovette l 'Allegranza produrre asua difesa altro foglio che fece pre-sto cessare lo strepitare degli av-versarii. — E intorno quell’ epocaegli pure mandava a’tipi un E -stratto dell'opera di Rousseau con-tro le commedie , e la Spiegazionedi figure e lettere scolpite in la-pislazzoli ( leggonsi ambedue nel-le Memorie per servire alla sto-ria letteraria, Venezia, 1760) ,