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[Volume terzo e volume quatro.]
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sant’Eustorgio in ima epistola la-tina circolare ( giusta il costume(li parecchi ordini monastici ) aiconventi della provincia ; e cheporta la data vi. Kalendas jauua-rii mdcclxxxvj. L ’ Allegranza nonebbe elogii nè monumenti, e allatomba dell’ illustratore di tantepatrie memorie non fu data unasigla che valesse a ricordarlo a chidoveva essere dopo di lui.

Michele Glwi.

CAMPANILE ( Giuseppe), in

s. Antimo, villaggio del contado diNapoli, 1 ’ anno i '62 , ebbe i suoinatali Giuseppe Campanile. Fu al-levato dagli onesti e divoti geni-tori nella pietà e nella religione.Ancor giovinetto vestì l’abito re-ligioso nell’ordine do’predicato-ri, ove fece rapidi progressi nellevirtù e nel sapere. Di fresco ordi-nato sacerdote, gli fu dato l’inca-rico d'insegnare filosofia, inditeologia, al che adempì con som-ma lode. Ardente di propagare ilVangelo, s’annoverò al famosoCollegio de propaganda fide inDoma. Quivi egli apprese l’arabolinguaggio,.e Ili dal pontefice PioVII nel 1802 invialo a prefettodelle missioni nella Mesopotamiae nel Kurdistan. Fu instancabilenell’esercitare tal ministero, cor-rendo quelle regioni, poco curan-do intemperie di stagioni e diffi-coltà di sentieri, e delle sue fati-che raccolse sempre ubertosa mes-se. Menò al cattolicismo alcunipopolati -villaggi, cioè V vassad, II-zel-Rahin, Sciali, Mar-.Tako, Pe-sciabur, Scròe-Anrè, Bedàr, Scia-ranere, Apeiin e Devi, e nel 1 811,dopo molte durate fatiche, ridus-se alla suggezione del romanopontefice i vescovi cattolici cal-dei residenti in Alkuse, che arro-guvausi il patere di nominare ilóro successori senza l’approvazio-ne della S. Sede Romana. Questesuccessioni faeevansi cadere sem-

pre su di persone della stirpò *senza nessun merito, tranne ilsolo di saper leggere il caldeo sen-*za intenderlo; e varie volte furo-no scelti fanciulli di un’età nonmaggiore di dodici anni.

Dopo là anni di apostolichefatiche, il i8i5 ritornò in Napoli;ove ricevuto dall’ ordine suo l’o-norevole grado di maestro in sa-cra teologia, prosegui l’apostolicoministero con annunciare dai per-gami la divina parola. In questotempo fu nominato professore so-stituto di lingua araba nella re-gia università di Napoli. Nel 1818diede alla luce la Storia della re-gione del Kurdistan, e delle set-te religiose ivi esistenti : storiamotto importante e curiosa, e checommenda assaissimo questo au-tore, per aver egli il primo datadistinta notìzia di quei paesi ecostumi, dei quali era stato testi-monio di vista e di u dito. Questastoria è la più esatta , uscita allaluce sino a quest’ epoca di quellecontrade.

E se pare che gli e-ruditi signo-ri Cardano e Giuseppe ltosseauabbiano scritto con {più esattezzadegli altri; ciò è avveduto per es-sersi giovati de’ lumi che , in ra-gionando, loro diede su quella re-gione il nostro P. Campanile.

Scrisse pure anche altre picco-le opere , tra le qua li parecchiesono di poesia, in cui egli senten-do molto innanzi, ru’ ebbe granfama, fino ad ottenere onorevoleposto tra gli accademici Arcadie Peloritani.

Giunto all’ età di ■jà anni fuassalito da infermità che in pochigiorni lo spense. La sua morteavvenne il di 12 di marzo i 855 . ISuoi fratelli ricorderanno in luisempre un esemplare di virtù edi zelo apostolico.

Anonimo.