Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
101
JPEG-Download
 

iìontrihuire alla riforma degli abu-si, giacché gli almanacchi vengo-no letti con più avidità da quellaclasse numerosissima, che non leg-ge quasi mai alcun altro libro.

Opera di maggiore importanzaè il Discorso sull ’ indole del pia-cere e del dolore.

Parecchi pensatori cercarono dipenetrare nella natura del piaceree del dolore , e di definirla. Ohisomministrò un’ipotesi, chi un’al-tra. IN’iuno però satisfece piena-mente a tutte le questioni che1’ argomento presenta.

E veramente sembra, che trat-tandosi di un interno sentimentosemplice , la filosofia presuma in-darno di risolverlo in altri ele-menti e di definirlo , e dovrebbestar paga a considerarne gli effetti.

Alcune parole di Socrate, pochelinee di Cardano, di Montaigne ,di Locke e di Magalotti palesano,siccome quei filosofi reputarononon essere il piacere una cosa po-sitiva , ma consistere nel doloreprecedente sedato.

Pietro Verri notò questi cenni,e tutti con ingenua esattezza rife-ri nella sua prefazione. E potè far-lo con tranquillità d’ amor pro-prio, dacché il suo discorso glisviluppa per modo, che il princi-pio stesso è offerto in forma di di-mostrazione, e diviene fecondo diconseguenze ingegnose, tutte pro-prie di lui.

Vide egli ciò che i prefati filo-sofi non avevano accennato , chela celerità di questa cessazione eranel suo nuovo sistema una condi-zione essenziale alla formazionedel piacere. Però stabilì in questitermini la sua definizione: che ilpiacere altro non è che la rapidacessazione del dolore , e che 1' a-mor del piacere si risolve in unafuga rapida del dolore.

E’duro a credersi, e sconsolanteper 1’umanità , che l’essenza diun elemento principalissimo e il

più caro della nostra esistenza fi-sica e morale altro non sia, cheuna quantità negativa. Se non chenoi riputiamo, che tale opinionesia contraddetta dalla sperienzad’ognuno. Di fatto è contradditto-rio, che la rapida cessazione deLdolore costituisca 1’ essenza delpiacere, cioè di cosa, che, se ciòfosse vero, non avrebbe essenzaalcuna. I? vero però, che questarapida cessazione è una circostan-za assai propria a far maggior-mente provare la impressione del-l’attuale piacere di per sé esisten-te, sì per la rimembranza ancorviva del dolore , e si pel paragoneche 1’ anima fa immediatamentede’due stati opposti, in cui si ètrovata e si trova.

Del rimanente, non ostante glierrori, nei quali 1 amor di sistemaha fatto incorrere il Verri, si deeconcedere, che egli ha pur vedutoqualche bella verità da lui dedottacome corollario del suo principio.Tale ne sembra essere la spiega-zione di ciò che costituisce unaparte dell’ amabilità nel conversa-re, e 1’ altra del perchè una stessamusica faccia così differenti im-pressioni sopra varii individui, osopra lo stesso individuo in tempidiversi.

Una più grande applicazionevolle egli fare del suo principioper ispiegare « il prodigioso avve-nimento de’ quattro illustri secolidi Alessandro , di Augusto , deiMedici e di Luigi xiv. Questoche, secondo Verri, fu per glistorici un mistero, cessa di esserlotosto che si conosca essere spun-tati que’ secoli dai dolori e da cositurbolenti governi, che gli uomi-ni ricevettero le massime spinteper agire ».

Un’altra applicazione del prin-cipio dell’ a. è relativa all’ artedello scrivere. Però egli dice n chel’arte delio scrivere piacevolmen-te non consista che in ciò che