Alessandrino fu appunto nel pos-sesso di questo stato, che liberodagli oneri delle coperte magistra-ture , fece conoscere , eh’ egli erasuperiore alla dominazione dellafortuna, e dopo avere passati mol-ti anni fra le clamorose vicendedel foro, potè all’ombra dei mie-tuti allori godere della riputazionec quiete, di cui pei suoi lunghi epenosi lavori erasi reso ben meri-tevole.
Nel filosofico raccoglimento delsuo ritiro, le lettere , fedeli com-pagne che non mai abbandonanochi loro consacrò sue veglie, som-ministrarono al De Giorgi mezzidi consolazione, e dopo avere ali-mentata la sua giovinezza furonoa lui di diletto e sollievo nell’ etàsenile.
E' perciò, che per dar treguaalle cure forensi, e per riposo del-ia mente stanca dai gravi studi le-gali, era solito rivolgersi agli ame-ni ed a lui prediletti della linguae della storia, e di quella preci-puamente del proprio paese, perla quale instituì erudite e penosericerche, e consultò non solo i prin-cipali scrittori, che potevano aver-vi relazione, ma ben anche crona-che, documenti e monumenti mol-ti intorno ali’ origine ed ai pro-gressi della città d’Alessandria, edaltre cose che la riguardano.
L’ amor del natio loco , e 1’ ob-bligo ingiunto agli Immobili dal-le antiche leggi della loro accade-mia di raccogliere i materiali dellastoria patria per compilarne gliannali, furono di grande stimoloal De Giorgi in tale studio, sicchéne diede costantemente luminosisaggi nelle indicate di lui opere,c nelle [sue Giornate Campestripubblicate negli anni 1826-1827.
Al dir di lui u nelle ore d’ozio,» e per lo più nelle ferie autun-5) uali scrisse per suo diporto le» Giornate suddette.
i> Parlò nella prima d’Anfea , c
« toccò alcun poco del foro Valen-55 tino, dell’Agro Alessandrino , eti terminò coila metamorfosi delv regno autunnale.
a Nella seconda ragionò della55 regione del territorio di Valen-« za detto Prato Vernara, e di55 Valmigliare; traducendo in fine» dal francese tre canzoni cinesi« ricche di pensieri affatto nuovi55 sul viver campestre, e di belle» moralità.
55 La terza tratta del villeggiare55 nell’ inverno, e de’ piaceri della55 campagna posti a confronto di55 quelli della città. 55
In queste tre giornate, eh’ essoqualificò Scherzi Archeologici , enelle quali disse che Menzini nel-l’Accademia Tusculana, e Moreinell’Autunno Tiburtino gli si fe-cero a modello, il De Giorgi nel-lo illustrare il suolo Alessandri-no, esiti circonvicini, dimostròquanto fosse perito nella storia ,nella filologia ed archeologia nonsolo, ma ben anche nella geologiaed altre scienze naturali.
Avendo quelle Giornate per og-getto di chiarire molti punti dellastoria locale, debbono i buoni rat-tristarsi perchè ei non abbia poidettata la quarta di esse ( al cuiuopo già stavano apparecchiatenumerose memorie), che dovevaparlare degli antichissimi popoliMurici, ed ove si proponeva didiscorrere della Fraschetta e del-le antiche memorie di Marengo ,e così ampliare quel poco cui essofu costretto di limitarsi, allorchérecitò il breve discorso storico intorno a questo luogo nella pubblica tornata dell’ accademia degliImmobili da lui presieduta nel1800; nel quale discorso non potèche far cenno delle cose più sin-golari relative a quella già regiacorte, benché però nclla~nota 26(pag. 106) della terza delie stes-se giornate (da cui furono de-sunti questi riscontri ) abbia cs»o