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[Volume terzo e volume quatro.]
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Novella piacevole scritta da unMaestro di scuola. — Lugo perMelandri, 1832 .

E' scritta ad imitazione dellenovelle del Cesari, e narra unabeffa fatta ad un ser Ciofo, cuiper dare vista fosse stato avvelena-to da funghi mangiati, ristrinser-gli i panni destramente involati-gli notte tempo. Il racconto è trat-to dall’ Arcadia in Brenta.

Breve Cenno sulla santità e dot-trina del B. Alfonso de’Liguori. -Lugo per Melandri, i 852 .

In pochi tratti abbiamo qui lasposizione delle gesto del B. Li-guori fiorita di molte bellezze dilingua e di stile.

Maria Vergine che parla alcuore del giovine cristiano. Con-siderazione. — Lugo, per Melan-dri, i832.

In tale calda allocuzione SlariaVergine conforta amorosamente igarzonetti a pietà, purità e virtù.

Dialogo fra due giovinetti neldì sacro a S. Niccolo. — Lugo ,l83'2, dai tipi Melandri.

Questo dialogo è volto a confu-tare le opinioni eterodosse di certisedicenti filosofi moderni ; de-mentino usad’ogni ragione a per-suadere Erminio beffatore de’ ritisanti ; ma questi bistrattandolotornasi a’ soliti ridotti a menar.tempone e gittar sarcasmi sulleverità le più sante. Tuttoché neldialogo è detto su filosofi modernil’autore ci fa sapere candidamen-te averlo tratto da una nota del li-bro di Raimondo Sabunde intito-lato le Creature.

Divozione delle sei Domenicheprecedenti la festa dell' angelicogiovine S. Luigi Gonzaga da pra-ticarsi da lla gioventù cristiana. -Lugo 1 833.

Il libricciuolo contiene un’i-struzione utilissima a quelli cheamando meritarsi il patrociniodel Gonzaga vorranno praticareuna devozione che può preparar-

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li con frutto a celebrarne la festi-vità.

Orazione al B. Alfonso M. deLiguori. — Logo,Melandri, i855.

Leggonsi qui tre orazioncellemolto piene di fervore e d’affetto.

Trovansi poi sparse per varieraccolte , e in fogli volanti, noipoche sue poesie ed iscrizioni vol-gari e latine, lettere e prefazioniquasi tutte scritte in quello stilepurgatissimo eh’ ei seppe formarsidopoché si fu dato alla lettura delsuo p. Cesari e de’buoni esem-plari.

Gr&NPRiNCESCO RìMBEHI.

GIANNI (Francesco), nacquein Roma il i4 novembre i^5o daPietro Gianni di Castiglione (diComo ) e da Anna Bertollini diMondovì, La natura si mostrò itilui più potente, che 1’ educazio-ne; dacché come prima ebbe toc-cata l’adolescenza, igenitori, sen-za curarsi di farlo istruire nè pu-re nella pratica materiale delloscrivere, lo acconciarono pressoun facocchio, che gl’insegnassequell’ arte meccanica : nel cheguardarono più al guadagno, cheall’ indole del fanciullo : il qualeintollerante com* era della faticae del freno, trovò che ridire col-l’istitore della bottega, e questibarbaramente lo percosse di gui-sa, che ruppegli due coste ; donrde in lui quella contrazione netdorso, che fu poi argomento alleacerbe derisioni degli emoli. Suopadre ebbe pietà di tanto, e colfavore del cardinale Francescod’Elei riuscì a fornirgli di uten-sili una botteguccia sul Corso,dove lavorasse guarnelli per usodi donne : forse avvisatasi ritrar-ne profitto ; ma s’ingannò ; dac-ché venuto alle mani del giovaneun volume doll’Orlando Furioso,ne assoporò la dolcezza di guisa,che dimentico della seta e del-1’ ago facea versi improvvisi con