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cd a prendere quella di Monteme-rano; ma non conferendogli l’ariadopo un anno lasciò aocov questa,ed ottenne quella di S. Cassiano«lei Bagni. Ivi si trattenne (ino al1810 epoca nella quale essendo sta-te soppresse le condotte credè disuo interesse il ritirarsi in Vaglia-gli presso Siena ove dimorò fino ali 8»5 nel qual anno gli fu conferi-ta la condotta medica di Angfiiarinella valle Tiberina. Con moltogiubilo egli si portò al nuovo do-micilio, che gli era in particolarmodo gradito perchè prossimo allacittà di San Sepolcro, culla dellanostra famiglia, ove sono tante me-morie dei nostri maggiori.
Ivi come negli altri luoghi neiquali aveva esercitata la medicinadiede sempre le sue prime cure al-r assistenza degl’infermi, ed al-l’istruzione ed educazione dellafamiglia, ed il tempo che gli avan-zava, quasi tutto lo impiegava nel-lo studio, pochissimo accordando-ne ai passatempi. Fu amato comeun padre , fu rispettato come unmaestro. E che egli ciò meritasselo fè luminosamente conoscerequando quelle popolazioni furonoafflitte da-l male del tifo ; giacchein tal circostanza raddoppiò di ze-lo, e non paventando il pericolo alquale si esponeva, senza curarsi diriposo a tutte le ore, a tutti tempicorse a prestare soccorso ai miseriinfermi, nè di soli consigli gli soc-correva ma sovente a dispetto del-le limitate finanze, fu generosodisoccorsi pecuniali ; e quando 1’ a-morosa consorte lo pregava a ri-cordarsi eh’ era padre, che era ma-rito, a non esporsi con tanta fran-chezza ad un sì grave pericolo, io!' ho sentito più volte ripetere: Id-dio conosce il mio stato, sa cheopero con rette intenzioni, e se glipiacerà far altro di me, non si scor-derà certamente della mia fami-glia. I timori di mia madre si av-verarono pur troppo ! Il dì 20
marzo 1817 fu attaccato dal tifi» jinvano gli furono apprestati tuttii soccorsi dell’ arte: il male invecedi cedere si fece ogni di più gru-ve, il dì due aprile riceveva i con-forti della religione con la sereni-tà del giusto, raccomandava quin-:di alla desolata moglie i cari figli,e la notte del dì tre benedicendome , che immerso nel più gravedolore l’abbracciavo, rese l’animaal Signore. Non ho parole per e-sprimere la desolazione della miafamiglia a tal perdita; dirò piut-tosto che i buoni anghiaresi lopiansero sinceramente , e che te-stimoniarono la gratitudine che alui professtw ano ricol mando la suafamiglia di delicate attenzioni. Lesue spoglie mortali furono seppel-lite nella chiesa di S. Stefano pres-so Anghiari ; le sue esequie nonfurono fregiate d’ un prezzolatoelogio , nè di vane ostentazioni :ma furono arricchite dalle inap-prezzabili benedizioni dei poverie dei beneficati, dall'affetto e dal-le lagrime degli amici e dei con-giunti.
Fu figlio, fratello, marito, e pa-dre affettuoso, amico leale, buoncittadino. Sia sempre benedetta lasua cara memoria !
Ora parlerò dei suoi lavori scien-tifici e Utterarii, e siccome di que-sti ha dato un accurato giudizio ilNuovo Giornale dei Letterati diPisa an. 1820, n. 7, pag. i 4 q, miservirò quasi sempre delle suestesse parole.
Nel 1796, pubblicò in Firenzele sue Lettere Critiche ali' operadel sig. dottor Francesco Chia-renti e nel 1798 una memoria Sulfluido che scorre per i sistemi ar-terioso e venoso. Nello stesso an-no ideò un metodo facilissimo perapprendere la storia, e siccome egliera persuaso della verità che lostudio della storia è un mezzo po-tentissimo di incivilimento , ap-plicò il suo metodo alla storia