malattia, e il 20 luglio 1814 eglimori lasciando desiderio di sè.
Opere edite ed inedite.
1. Descrizione del Papilionedell' Asclepìade (nel Tom. I de-gli atti dell'Istituto d’incoraggia-mento, Napoli 1811,in 4 -fig- f a S'i55-i6i).
2. Sulla necessità di ristabilir-si la fabbrica della porcellananel regno di Napoli ec.
3 . Traduzione anacreontica diOrazio Fiacco.
4 . Collezione di Sonetti.
5 . Catena amorosa.
6 . Corrispondenza di poesie conrime obbligate.
7. Raccolta di canzoni Pinda-riche ec.
8. Miscellanea di Ditirambi,versi sciolti ec.
9. Traduzioni di Pericle e dialcuni autori francesi-
10. Storia di tutte le religioniec., e dell' analogia della mitolo-gìa colla storia.
11. Elementi di Bibliografia.
1 2. Corso dell' arte Gemmaria.
i 5 . Opuscoli sulla storia natu-rale, e sugl’ insetti.
19. De ìnseclis minus notis En-tomologiae Parthenopeiae Sche-diasma.
1 5 . Discorsi sul bello,sul brut-to, sulla felicità ec.
16. Finta corrispondenza sulbello.
17. Sulla nascita e sui progres-si della lingua italiana.
18. Idem in latino.
19. Composizioni greche latineitaliane e francesi.
20. Traduzioni greche e latine.
21. Commentarli, Note ed Illu-strazioni a varii Autori.
32. Raccolta di progetti ec.
D. Viccoitar.
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BIANCHI (Fobtunaxo), nato inChicli di nobile famiglia il 37 di-cembre 1719, e fatti ivi i primistudii, portossi in Ortona a maroper dar opera allo studio della me-dicina sotto il Priori, indi passò aNapoli per la pratica sotto il eh.Nicolò Cirillo : scorsi quattro an-ni di tale esercizio , potè per altriquattro anni dar lezioni di medi-cina teorica con molta lode. Colti-vò poi sempre le scienze fisiche cle umane lettere ; talché venuto aVenezia nel 17 4 ^ 8 , si acquistò lastima de’savii. Sostenne e propa-gò pel primo le dottrine dell’ elet-tricismo atmosferico, di cui feceF applicazione al fenomeno dellapicca del castel di Duino , la cuipunta ne’ tempi burrascosi mo-strandovi il ferro di un brandistoc-co getta scintille : comunicato ilfenomeno colle sue riflessioni al-1 ’ Accademia di Parigi, questa loinserì nella sua storia del 1764.Erano rivolti gli animi ad appli-care la elettricità alla medicina : oparve buono a Gianfrancesco Pi-vati il metodo , d’intonacare un.vetro di essenze o droghe medici-nali, indi elettrizzarlo col fine chela materia elettrica imbevendosidi quelle sostanze fosse atta ad in-trodurre nel corpo infermo la vir-tù medicinale. Surse il Bianchini,e fattosi campione della verità nondubitò di esporsi in pubblico al-l’elettrizzazione operata per mez-zo di un vetro infetto di droghevenefiche : dal che non avendo sof-ferto alcun danno ne inferì, che ilmetodo del Pivati non poteva in-fluire alle guarigioni da lui decan-tate. Così venne in grido, e del1760 fu dal consiglio d’ Udine ca-letto protomedico della città, dovenel 1765 ascritto al patriziato viesercitò gli ufficii più ragguarde-voli. Egli fu primo e principalepromotore sì della nuova Accade-mia di Udine, che della società diagricoltura, già tanto celebre. Non