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p. 29; del 24- tomo svia. p. 26;del 45 . al tomo xx. p.. 92; del 48.al tomo xx. pag. 325 e tomo xxnr.p, 206; del 46. al tomo xxn. p. 2G;del 4g. al tomoxxm. p. 8 g;deI 5 o.al tomo xxiv. p. 1 ; e tomo xxxi.pag. 1 52 j del 53 . al tomo Xxvi.p. 39; del 56 . al tomo xxxi. p. 152;del 57. al tomo xxxiv. p. 279; del58 . al torno xxxiv. p. 53 1. E' certoche tutti questi scritti contengonomolta erudizione, e molta messedi storia , di antichità, di monu-menti patrii: in tutti è somma pe-rizia numismatica, e forza di sen-no. Dappoiché e le Memorie sulPorto di Pesaro , e quelle di Bat-tista da Montefellro, e le altre so-pra gli Sforzeschi ed i Malatestavennero, e vengono citate daglistorici come degne di una specialeosservazione. Nominiamo fra glialtri l’opuscolo di Battista da Mon-te-feltro , nel quale il Tiraboschi(voi. xvii. p. 46 ), confessa che l’OIi-vieri vi ha corretti alcuni erroripresi e dal Riposati, e dal Tira-boschi stesso ; quello del Ripiova-*tazio, che l’OIiyicri volle arricchi-re de’ più belli frammenti di untrattato De praestantia doctorumal sommo filosofo Costantinopoli-tano attribuito; l’altro sul porto diPesaro, dove il Cardella (voi. 5 .p. 257) asserisce racchiudersi bel-le ed importanti notizie ; e l’altrosulla fondazione di Pesaro, che ilcelebre Barthelemy apprezzò tan-to , da volere che fosse precedutodi una sua lettera sulle medagliegreche di Pesaro, e sulle più an-tiche medaglie di Roma , e delleprincipali città italiane. Per ri-spetto alla magistrale dissertazio-ne sulle monete pesaresi, le No-velle letterarie di Firenze dei 2aprile 1774 N. i 5 dicevano: Quat-tro cose principali ricerca in que-sto suo non men faticoso che utilelavoro: egli ha dato un valor gran-de alla opinione che qualche po-co avanti la metà del secolo XIV
debba stabilirsi 1 ' origine dellaZecca di Resaro, Molte potino es-sere le cause onde presentemen-te non rinvengonsi monete dei Ma-latesta anteriori al i42g; e codestacause giustamente rileva, e corro-bora il signor Annibaie Oliviericon la sua solita vasta erudizione ,e con le sue accurate osservazio-ni. Il Zanetti nella sua Nuova rac-colta al voi. 1. p. 241 , asserisce ,che dopo il chiarissimo Olivieri èstata da tutti reputata una marcaben sicura delle monete di Gub-bio , l’epigrafe che a caratterietruschi vi lesse 1 ’ Olivieri, e chediceva ikuvini; all’Olivieri dover-si moltissimi documenti e notizieper la storia delle monete dei du-chi di Urbino; a lui essere lo Za-netti debitore di una grandissimaparte del suo lavoro. Il Maffei (altomo iv, art. iv. pag. 2io), parlan-do della spiegazione sui monumen-ti pelasgi dice , che 1 ’ Olivieri sife’ propugnatore in quella delleopinioni di Bourquet, cui diedesia confutare e confutò realmentecon argomenti solidi e giusti : edell’ altra dissertazione sulle me-daglie Sannitiche, medaglie raris-sime, delle quali una appartiene aCajo Papio, capo de’Sanniti, eduno dei primi nella lega italicacontro Roma per l’anno 664, diceil Malfei: « Cose nuove e vere mollo» di rado nelle moderne scritture» si incontrano ; ma s' incontrano5? con sommo piacere in questa.
Ma l’opera che, al dire de’ piùsavii, rese immortale 1 ’ Olivieri, sifu quella dei Marmi pesaresi , pu-blicata in Pesaro pei tipi del Ga-velli nel 1757, con moltissime no-te e rami, in foglio grande, di 224pagine. Cento sedici iscrizioni ven-gono in essa rese di pubblica ra-gione, tutte all’erudizione utilis-sime, molte specificamente sin-golari : altre egli ne accoppia at-tinenti a Pesaro , e provenientio da stampe, o da manoscritti; vi