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Pagani ripetevano di conserva lesperienze del filosofo di Berna, ede’suoi consettaiuoli, ed avvisatoil risultamento identico a quellodelle sperienze dell’Haller, veni-vano nella medésima di lui sen-tenza, pubblicando gli sperimentida ^essi pure istituiti.
E notorio peraltro che le scoper-te nella fina e microscopica noto-mia dei moderni sulla presenza distami nervosi in parti che dianzise ne riputavano manchevoli, e laosservata conseguente sensibilitàin istato di malattia di parti nonmalate insensibili, e la induzionede’ moderni fisiologi, che l’azionecontrattile de’muscoli sia deter-minata dai nervi che si diramanonella loro sostanza, raumiliaronola cosi detta predominante irrita-bilità muscolare dell’ Haller, edesaltarono la sensibilità nervosa,non meritevole punto di venir se-gregata dalla irritabilità.
Fu mai sempre bella costuman-za della Repubblica di Venezia diallettare con generoso onorario algrado de’professori nella sua uni-versità di Padova, da qualche raraeccezione in fuori, soggetti nondel proprio stato soltanto , ma edegli altrui, di conosciuta ed effet-tivamente provata capacità ad av-vantaggiare gli studiosi allievi, aporger loro fascinanti incentivi al-r applicazione ed al concorrimeneto in quell’istituto, a destare inessi confidenza illimitata, rispetto,ammirazione.
Nel 1776 rimanevasi vedova lacattedra di chirurgia nella univer-sità antidetta per la morte delVandelli. Il magistrato dei rifor-matori dello studio di Padova, nericonobbe nel Bonioli un degno eprofittevole successore. Sì che spon-taneamente nell’ aprile di quel-1 anno lo innalzò a professore d’i-sbituzioni, di operazioni su’cada-veri, e della cliuica chirurgica inquella università.
Così fatta nominazione provocòl’applauso universale de’naziona-li e degli stranieri, e fu di qualchecompenso alla città di Vicenza, chenon potea non sentire vivamentela giattura di un soggetto , che i-spirato areale cotanta estimazioneed amore. Comprese il Bonioli idoveri tutti , che quella caricagl’ imponeva vers» la inespertagìoventà de’suoi allievi, corrivasempre ad apparare indifferente-mente così i metodi e i principi!più proficui, che gli abusi e glierrori più perniciosi, e usò ogniingegno, ogni assiduità alla sanaistituzione della medesima. Le suelezioni puntellate delle proprie os-servazioni imprimevano nelle cu-pide menti di quella sodi e dure-voli concetti.
Non di manco l’apogeo, cui e-gli toccava di gloria, si era al lettodegli infermi nella clinica chirur-gica. Ivi avvalorava gli allievi suoiad accostumarsi alla retta osserva-zione, al difficile giusto giudizio ,alla distinzione degli illusorii e-quivoci, alle migliori indicazionicurative, alla fermezza ed al co-raggio nell’ operare, alla tempe-ranza ad un tempo delfuna e del-F altro all’ uopo, non sempre pro-pria dei chirurghi.
Insinuava loro le cautele neces-sarie, i pregiudizii da svellere , ladiffinizione dei dubbi! , le inven-zioni da’ moderni usurpate agliantichi, da ultimo la più incante-vole erudizione.
A questo si direbbe, che miras-se precipuamente il Bonioli, leva-tosi sulla comune degli operatori,ad introdurre cioè nella chirurgial’agevolezza e la semplicità. Ri-guardoso a porre in atto i mezzi,di cui i chirurghi dei secoli ante-cedenti aveano accumulato un so-verchio di vana, inutile, anzi pre-giudizial pompa, riguardoso nel-1’ operare, e in dar nel sangue, loche spesso all’ opposito si sarebbe