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[Volume terzo e volume quatro.]
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4.8

H profe ssore Francesco Fanzagoadì a4 decembre dello stesso annone lesse un diffuso elogio all’acca-demia di scienze, lettere ed artidi Padova, o lo consegnò ai tipil’anno seguente indirizzandolo alN. V. Zaccaria Vallaresso, favo-reggiatore benevolo del Bonioli.

La Gazzetta Urbana Veneta n.47 , 12 giugno i7g3, facendo plau-so a cotal laudazione di cui men-tissimo il Bonioli asseriva, a mag-giormente chiarire il profitto re-cato dal medesimo alla società, al-legava i nomi di tre distintissimi

suoi allievi : il siff. Carlo Sebastia-, o

ni di Ldine, operatore cospicuo ;il sig. Giuseppe Larber di Passano,che posseditore di estesa chirurgi-ca destrezza nel generale delle o-peraiioni, in quella eminente-mente spiccava dell’estrazione del-la cateratta; il sig. Giuseppe Dai-ncse di Padova, nell'operazionestessa ■valentissimo.

Riconoscenti i figli a eosì bene-merito padre ne vollero eternar lamemoria con orrevolissima inscri-zione in lapide sul suo sepolcro. Iriformatori dello studio di Padovacon provvisione dei i3 dicembreI 7'J ! palesarono la sensibilità delloro animo per la perdita dell’esi-mio soggetto, statuendo per testi-moniarla ai tìgli di si degno padre,venisse loro corrisposta per unavolta la metà dell’annuo suo sti-pendio.

Avanzò ogni altro argomentodi stima verso il Bonioli un mo-numento marmoreo costituito dal-1’ erma , e da una sottoposta epi-grafe, fattogli innalzare a propriespese al lato sinistro dell’ingressonella cucina notomìca della uni-versità, dall’inglese cavaliere Ric-cardo Wynne, amicissimo al Bo-nioli per la da lui ridonata salutoalla diletta virtuosissima sposa del-lo stesso, allorché stanziava in Pa-dova.

Fu il Bonioli ornalo di candore

uguale alla bontà e alla modestia,esemplare nei doveri della profes-sione, in quelli di marito, di pa-dre di famiglia, geloso del propriodecoro, ma non superbo, assegna-lo ne’dimestici spendii, ma nonistretto, religioso, ma senza pre-stigi , fermo e costante nelle suemature risoluzioni, da ogni distra-zione alieno, dello studio ognorapassionato, di singolare, franca sin-cerità nel parlare e nello scriveresugli argomenti di professione, e-stimatorecd amico de’buoni, spruz-zatore e nemico irreconciliabiledegli ignoranti, dei ciurmatori,dei loro consettaiuoli ed affeziona-ti, studioso e tenero de’ suoi allie-vi, c da essi tutti proseguito conriverenza e con tenerezza, prose-guito nella sua morte coll’univer-sale compianto, modello lumino-sissimio di professore dotto ed uti-le all’’umanità informa, di enco-mio, id’imitazione, d’invidia de-gnissimo.

Stretto era grandemente cogliamici c coìiegìii Caldani, Boriato,Nicolai, Toaldo, Cbiminello, Com-paretti, ed in guisa speciale conGiovanni Battista Bonaldi, coldottor Orazio Maria Pagani di Àr-zignano, col quale convisse con in-timità sì in Firenze, che a Vicen-za, col dottor Antonio Larber pro-tomedico di Bassano, germano deldianzi nominato dottor Giuseppe,cui affidava il vegghiamento sul-F educazione di quattro suoi figlinel collegio Zelosi di quella città,e con cui teneva una viva corri-spondenza epistolare amichevolee consultiva, da me posseduta. Lesue lettere erano commendevoliper uno stile piano, chiaro, per e-spressioni aperte e leali, non dirado sentenziose.

Volle il Bonioli morto ancoragiovare all’ umanità, legando, cheil suo corpo non fosse seppellito inchiesa, conte portava il costume diqus’giorni, costume irriverente