■correggere il proprio lavoro, comeverisimilmente eseguito avrebbe,se avesse goduto di una più feli-ce e più lunga vecchiezza. —
La seconda edizione fatta in Li-vorno nel 1820 in 5 volumi in 12picc., dopo che il gran duca erane’ suoi stati tornato, ebbe alcunecorrezioni, ed a carte Xix un av-vertimento degli editori special-mente per ciò che riguardala sto-ria ecclesiastica, imperocché que-st’ opera non avea potuto evitarele censure della chiesa.
Lasciò il Pignotti inedita un’O-razione inaugurale da lui recita-ta in Pisa nel 1775, che vienechiamata dal Paolini un capo d’o-pera di scienza e di letteratura,che fu da tutti avidamente desi-derata colle stampe, ma che inva-no tentossi vincere la ritrosia delgiovane autore.
Noi forse ci saremo di troppo-diffusi intorno alla vita ed agliscritti del Pignotti, ma nella vitadegli uomini grandi tutto è caroa sapersi^ ed i giudizii che abbia-mo dato degli scritti di questo let-terato abbiamo procurato di ba-sarli sul comune consenso dei dot-ti più critici. Molti ci lasciaronole memorie del Pignotti, e fra glialtri n’abbiamo l’ Elogio inserito•nelle stanze dell’abate Gio. Ana-stasio Angelucci con documenti enote d’illustrazioni della città edegli uomini celebri di Arezzo.Pisa, 1816, a carte 72; le Notiziestoriche della vita e delle opereinserite nella prima e nelle altreedizioni della sua storia, 1 ’ Elogiostorico filosofico scritto da Aldo-brando Paolini, Pisa, 18177 ilCardella professore di Pisa nel suoCompendio ec., Pisa 1817, toni. 111a car. 48 7 eseg., il Lombardi nel-la storia della letteratura italianadel secolo XVIII, Venezia, i 852 ,Andreola, a car. g 3 , ed il profes-sore cavalier abate Giuseppe Maf-fei nella Storia della letteratura
italiana dall’ origine della linguasino a’nostri giorni, Firenze, 1 836 ,voi. iv a car. 107 e seg. parlaronodel merito del Pignotti. Nella Bio-grafia universale antica e moderna,pubblicata in Venezia da Giam-batista Missiaglia al volume 44leggesi anco un esteso articolo in-torno a quest’ illustre scrittore, acui come un tempo ad Omero lecittà della Grecia, si disputaron1 ’ onore di avergli data la culla Fi-gline, Città di Castello ed Arezzo.
I''. Fasi Montani.
GIRARDI ( Michele ) , natonel novembre dell’anno 1731, dalproposto del suo paese ebbe i pri-mi erudimenti nelle lettere ita-liane e latine. In Brescia dai tìglid’Ignazio venne educato a tuttigli studii, di che quella società fubenemerita, facendo presentire le■belle qualità della sua mente, so-stenendo pubblici esperimenti conil plauso dei precettori e de’ con-cittadini. Poscia si condusse al-1 ’ università di Padova, ove ap-prese la medicina , alla quale lanatura potentemente Io chiamavae lo destinava a suo interprete.
Aveva a quei dì il primo e prin-cipal seggio in quel consesso in-segnante, un Morgagni, splendo-re e lume di tutta Europa. Il Gi-rardi lo ebbe a maestro, il quale,scorta 1 ’ indole buonissima delgiovanetto e le qualità dello inge-gno, pose in lui molto amore, e1 ’ ebbe poi sempre caro e deside-rato. Un Giacomo Scovolo, bre-sciano (t) , altro ^professore inquella scuola, lo istruiva nella
(1) Giacomo Scovolo, eletto a profes-sore nel 1774 in et h assai giovanile,al dire del Facciolati, che ne fa ono-rata menzione, non fu vago di procac-ciarsi fama presso la posterità , sicco-me -autore, ma predilesse la gloria digiovare alla umanità, pome esperìmetf-tato clinico.