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[Volume Nono e volume decimo.]
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te il trovarono seduto nella partesuperiore del palco scenico, e pre-cisamente nel luogo ov’eranole mac-chine pel movimento delle tele, chetranquillamente scriveva la doman-data rappresentazione. E vi era sta-to anche durante lo spettacolo, senz’essere disturbato nè dalla recitazio-ne, nè dalla orchestra, nè da quegliuominicheandavanoinnanzi indietroper servigio della scena. Era anchedotato di memoria stupenda, e co-nosceva, oltre le classiche, sì a fondole lingue francese ed inglese, dascriverle con somma facilità ed ele-ganza, talché teneva corrisponden-za con dame forestiere dell’ una edell’ altra nazione. Fu amico degliuomini più celebrati italiani suoicoetanei : fra gli altri del Muratori,del Maffei, dei fratelli Ballerini, delVallarsi e di molti stranieri di grannome. Volentieri si sarebbe recatoa Roma, specialmente negli ultimianni suoi, ma avendo troppo libera-mente ed acremente parlato dellacorte romana, sebbene vi avesse piùCardinali per amici, non ebbe il co-raggio di andarvi.

Fu brutto assai della persona,ma molto amato per le qualitàdello spirito da tutti che il conob-bero, e specialmente dalle donne.Visse e morì poverissimo , per-chè era cattivo massaio e donavatutto con molta facilità, insino a’suoi libri, eh’ erano la cosa più carache avesse. Morì con i più puri sen-timenti di cristiana compunzione nelgiorno 26 febbrajo del 4793. Lenotizie del Willi abbiamo avuto dalvivente otLimo sacerdote di Verona

Don Leonardo Vinco, che gli fu a-mico intrinseco, per mezzo dell’ e-gregio signor Bonomo.

L’ opera che ci rimane più notadel Willi è il suo Teatro stampatoin undici volumi. Contiene esso ol-tre trenta rappresentazioni in prosae versi, che per più anni ebbero for-tuna in sulle scene. Molte sono trat-te, come dicemmo, da novelle del-l’Arnaud, altre da altri racconti,altre provennero a dirittura dallafantasia dell’ autore. Quelle in pro-sa non mancano di vivacità nel dia-logo, che non sempre però ha modiitaliani, e procedono con calore, esenza sforzo vanno allo sviluppo.Per lo più la catastrofe è bene im-maginata, nè vi sono personaggi o-ziosi, o che non giovino allo sciogli-mento. La protasi è corta, bene es-pressa. Quelle in versi mancano al-P intutto di quanto si desidera in talgenere. Esse si risentono troppo del-la fretta con cui furono composte, edella impazienza dell’autore. Ad on-ta però di qualche difetto, qualcunodei drammi del Willi potrebbe es-sere riprodotto sui nostri teatri sen-za spiacere, ove noi,meno amici dellemerci straniere, amassimo un po’meglio le nostre.

In nessuna Biografia è fatta men-zione del Willi, ed ingiustamente,perchè d’ordinario vi sono collocatimolti uomini che furono a lui assaiinferiori d’ingegno. L Aglietti nelGiornale che stampava sul finire delsecolo scorso inVenezia, ne annunziasoltanto la morte, ed il Federici nel-le Memorie degli Ecclesiastici vero-nesi, appena il nomina.