po legislativo, e vìen detto, chesempre vaneggiando per una im-maginaria libertà, avesse avuto par-te nella famosa congiura della mac-china infernale contra Bonaparte.Ad ogni modo fu accusato, ma fa-cilmente si liberò. Tornato in Italiadurante il Governo, cosi deLto, Ci-salpino, vi fu consigliere di Stato.Dopo la formazione del Regno d’I-talia non volle altri incarichi pubbli-ci. Rimase alcuni anni a Milano, didove partì disgustato, dettando unsonetto in dialetto veneziano che cor-se per le bocche di tutti. Ritiratosiquindi a Verona, vi morì di apoples-sia il giorno 23 gennajo del 1812nel sessagesimo anno di età.
Ebbe, come dicemmo, due figli:Luigi e Carlo. Luigi fu assai amatodal padre, perchè dedicatosi allaletteratura dava le più belle spe-ranze, essendo di pronto ingegno;ma niorì assai giovine nel 1814. Car-lo, ottimo uomo, passò tra’ più nel3834 in età di 43 anni, e dalla mo-glie contessa Lucrezia Giovanelliebbe due figli che vivono.
Giovanni era valente nella reci-tazione, e sebbene avesse difetto nel-la lingua, talché parlando balbetta-va alquanto, nondimeno nè recitan-do nè cantando questo difetto si co-nosceva. Di conversazione piacevolee condita con sali, quando gliene ve-niva il destro, non mancava d’intro-durvi lepidezze. Una volta nell’Ac-cademia Filarmonica di Verona, do-vendo parlare intorno i beni dellasocietà, finì con dire:
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Che 11 possedervi, o donne delicate,
Con onesta e discreta libertà,
E il solo bene della società.
Trovandosi un giorno nella villade’ Conti Perez in Val Pollicella, ovefra gli altri erano presenti un Alle-gri ed uno fra i Perez, celebri perandare sempre armati, e per tenerebravi a loro spese, vi si doveva da-re una festa di ballo dopo la batti-tura. Pregato il Pindemonte da queisignori perchè vi assistesse, aderì,ma a condizione che gli fosse per-messo di parlare ai villani. La licen-za gli fu accordata subito, ed eglisalito sovra un carro, da quivi fa-vellò dell’ inferno con tanto spiritoe tanta energìa, che i villani spa-ventati, ad uno ad uno si volsero al-le loro case, ned i Perez poteronopiù dare la festa. Un prete che purera colà, e che nel giorno appressodoveva recitare un panegirico inSanta Maria in ProcjnOj, il richie-se, se gli piacesse di farlo in sua ve-ce, locchè, confortato anche dagliamici, non negò. Quindi vestitosi conabiti sacerdotali, disse improvvisouna predica, a cui gli piacque dareil titolo di Divozione a Santa Ma -ria, ed ottenne applausi universali,Il prete ebbe in appresso un graverabbuffo dal suo Vescovo, ma senzaspiacevoli conseguenze.
Quanto Giovanni amava la liber-tà, altrettanto però odiava coloroche sotto questo spezioso nome na-scondevano il desiderio di predareo devastare le opere delle arti. A oc-casione che fu distrutto in Veronail famoso arco de’Gavi, monumentode’primi Cesari, dettò il seguentesonetto, finora inedito: