Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
50
JPEG-Download
 

disegni traili dalle insigni pitture diRaffaello nelle stanze del Vaticano,e questi ad uso de’ principianti nel-l’arte. Dopo molte prove per fug-gire la crudezza nei dintorni, ge-neralmente rimproverata agli esem-plari che si trovavano a’ suoi giorni,alla fine giunse a dare alle provecavate dal rame la stessa dolcezzadella matita; quindi accintosi allaimpresa, si sarebbe fatta pubblicanel 4791 la prima parte del suolavoro composto di quaranta tavo-le, se non gli fosse stato dalla mor-te attraversato il proposito.

Altro e nobile pensiero non potècondurre a fine, e questo si fu, di da-re una serie delle belle imprónte d’in-tagli e cammei dal principio dell’ar-te insino a’ suoi giorni, co’ quali mo-strare appunto il cammino dell’arte.Sino dal 4772 aveva incominciato aritenere impronte delle cose pro-prie, e questa raccolta gli fece na-scere la idea della serie mentovata.

Principiava dagli Egiziani divisiin più epoche, quindi passato agliEtruschi, ne aveva separato gl’in-tagli in due parti, cioè aveva collo-cati in una quelli che agli EtruschiposiLivamente appartengono, e nel-l’altra quegli altri ne’quali pel farebellissimo greco, non si mostrava-no che alcuni tratti dei modi etru-schi: e questi intendeva appellaregreco-etruschi. Doveva succederealle prime classi quella delle operegreche, poi quella delle greco-lati-ne, quindi una scelta giudiziosa frale opere migliori che uscirono neisecoli XVI, XV» e XVIII.

Aveva stabilito di dare una breve

spiegazione degli oggetti rappresen-tati, valendosi dell’aiuto del celebreEnnio Quirino Visconti suo amico;ma ciò in che intendeva di esten-dersi, e che sarebbe stato di sommautilità se il pensiero avesse potutomettere in esecuzione, erano le os-servazioni che meditava di aggiun-gere intorno 1’ artifizio, usato dagliantichi nel condurre lavori di talsorta. Voleva spiegare per qual viaquegli ingegni stupendi fosserogiunti a conservare nella minutez-za dell’intaglio lo stile semplice egrandioso; sperava di mostrare a’contemporanei per quale ragionenel segnare soverchiamente alcuneparli si cada nel secco e meschino;quali fossero i pregi degli antichinell’ inventare , nel comporre, neidisporre con tutta convenienza leparti. Insegnava che se talvolta oc-corra trovare nelle opere antichealcune situazioni grossolanamenLelavorate, e. meno che corrette, ap-punto sieno indizii da’ quali cavare,che quelle opere non sono originali,ma tratte da originali bellissimi.In somma dove egli avesse potutocondurre a fine il suo divisamenlo,pel quale aveva già raccolti tutti inecessairi materiali, ed in cui stu-diava per molti anni nelle ore dellanotte, nelle quali stanco dal lavororiposava la mano ma non la mente,ci avrebbe data un’opera utilissi-ma non solo agli artisti, ma altrevsì agli archeologi; opera che sa-rebbe riuscita originale, e piena dìquella eloquenza che procede sem-pre dal caldo petto di un vero artistaallorché tratta dell’arte sua. E vero