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za. E da prima visitò le città prin-cipali (l'Italia. Conversò cogl’illu-stri uomini del secolo, de’ qualiquesta feconda terra è sempre piùo meno, quanto i tempi concedono,ricca; e di li mosse verso Francia,Olanda, Inghilterra, Finlandia. Inquelle regioni dimorando assaitempo a visitare le più nobili uni-versità, ebbe occasione di colloquiocon uomini rinomati. Quant’ eglino
10 pregiassero, cel dice la SocietàReale di Londra e quella di Edim-burgo che lo fecer de’loro.
In mezzo alle mediche osserva-zioni il Carburi, come sogliono igenerosi sempre memori del rice-vuto bene, riconoscente alle lar-ghezze del re, e zelando per 1’ or-namento dello studio torinese, cer-cò di raccogliere nella peregrina-zione quante trovava cose ragguar-devoli in fatto di storia naturale, equanto sapeva necessario ad arric-chire il novello Museo. Onde tor-nato dal viaggio di du’ anni e mez-zo, donò all’università torinese unabella raccolta di conchiglie e corpicristallizzati, e rarità varie, collequali la natura chiama a sé l’atten-zione dell’ uomo, e gli mostra lasua piccolezza. Il re con nuovo de-creto de’ venticinque d’ aprile delLXIV gli destinò d’annuo stipendioun altro migliaio di lire a vita.
Perseverò nelle sue occupazioni
11 Carburi con onore lo spaziod’anni ben venti, insegnando nel-1’ università , e medicando nellospedale. E nonostante che il suo li-bero parlare potesse dispiacere aque’ che dell’ adulazione massima-
mente si compiacciono, pure la so-da dottrina e l’esperienza di luinell’ arte forzavano a onorarlo co-loro stessi che tale franchezza nonavevano in grado.
Che la fama dell’ uomo non fosseristretta ne’ confini del Piemonte,cel prova questo fatto narrato inuna lettera dall’ abate Pasini (1).L’ appaltatore delle gabelle del re-gno di Francia, afflitto da malattiache a’ medici di Parigi pareva di-sperata, mosso dalla fama del Ce-faleno, di lui chiese la cura. Venutodunque in Provenza, pregò re Car-lo glielo permettesse per poco : e ilre gli concesse il viaggio. Itosene,gli riuscì di curare del tutto 1’ am-malato, onde il ricco francese re-galò il conte di quindicimila lire, eandò apposta a Torino a ringra-ziare il re dell’ averglielo conce-duto.
La salute ormai cangiata e dallefatiche e dagli annd gli rese neces-sario il chiedere jriposo e l’ebbedel 4770. Ma in qucel ch'egli si pre-parava a rivedere la patria dilettala figliuola di re Ciarlo, che andavamoglie al fratello del re di Fran-cia, il conte d’Artoìs, chiese il Car-buri come suo medico. La grandericonoscenza che al re lo stringeva,le parole della principessa e dellosposo, e il non laborioso uffizioproffertogli, fecero che, vinto 1’ a-more di patria, e’ n’ andasse inFrancia con loro. In breve e lanota sua fama e il molto sapere lo
(i) Lettere conservate dai co. Trissino,e comunicateci dal eli. prof. Paravia.