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figli studi elementari nel collegiode’Somaschi di Padova. Studiato ilgreco, il latino, l’italiano, il france-se , l’inglese, le lettere amene, lematematiche, la fisica, la chimica ;così preparato s’ascrisse all’univer-sità, e con mirabile prontezza per-corse le regioni della scienza; sìche in quattr’anni dal suo venire aPadova ebbe compito il corso, enel 4775 ottenne la laurea.
Ma se i piccoli ingegni si credo-no d’ aver tocca 1’ ultima meta ac-quistate eh’ abbiano alcune leggerenotizie o della mirabile costituzio-ne dell’ uomo, o d’ altro oggettoche sia, e audacemente promettonoogni cosa di sè ; gli ingegni valen-ti all’incontro vanno rattenuti nel-1’ arrogare a sè merito alcuno. Piùil saper loro si stende, e più veg-gono distendersi immenso il campodelle cose che ignorano, e de’ ca-suali accidenti alla cui alterazioneè soggetto fin quel poco eh’ e’ san-no. Mosso da tal sentimento il Dal-la Decima, deliberò di vedere quelletra le città principali d'Italia cheavessero studi e spedali più insigni,a fine d’accrescere e consolidarecon l’esperienza propria le appresedottrine. Lasciò dunque Padova, evide primieramente Bologna. Indi,tratto alla fama del celebre Tissot,ito a Pavia, se ne fece uditore. An-dò poscia a Firenze; e nello speda-le di Santa Maria assunta la curadi dodici malati mostrò che spe-ranze potesse di lui la scienza me-dica concepire.
Passò quindi a Napoli : nel ritor-no si fermò in Roma alcun tempo.
Nel quale viaggio ebbe occasionedi conversare con uomini di scien-za, ed essere onorato dell’ amore-vole familiarità di famosi, segnata-mente nelle matematiche scienze ;de’quali basterà nominare il Bosco-vich e i due Fontana. Ampliato cosiil suo sapere, si pose nella venetadominante ad esercitar medicinacon riputazione grande. Ma qui ladolcezza dell’ indole e la bontà de’costumi non gli potettero rispar-miare quelle amarezze delle qualiè largitore abbondante P umanoconsorzio. La crescente sua fama e1’ onore dell’ arte da lui sostenutocon zelo, gli provocarono contro idardi nemici, i quali però percuo-tendo in animo fermo e in meritosodo, caddero a terra impossenti.
Oltre all’ esercizio dell’ arte duescritti stampati in Yenezia dimo-strarono il suo sapere. L’uno è in-dirizzato a Gregorio Fontana : Detrinm corporum celeberrimo pro-blemate mathematica inquisitio (4).L’altro ha per titolo: inflessionisopra vari veleni , e sopra variealtre sostanze. Modestamente ilDalla Decima , giovane allora ,stampò senza nome il primo di-scorso sui veleni deleterii o morti-feri, nel volume duodecimo dellaRaccolta di scritti scientifici e lette-rari : e senza nome diede anco unsecondo sullo stesso argomento,eh’ è continovazione del primo, eche sta nel terzodeeimo tomo dellamedesima raccolta. Ma sapevasiche di que’ dotti lavori era il DallaDecima autore.
(j) Ticini Regii; Bianchi, in 8.