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[Volume Nono e volume decimo.]
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r> gon eglino come sorgente di lu-jj ero e d’ onore ? Non è forse de-» gno membro della società il va-» loroso artiere, il coltivatore ad-55 dottrinato, così come 1’ avvocato» ed il medico? 55

Qualità si rare del cuore, di tan-ta dottrina fregiate, dovevano de-stare la riverenza degli uomini delsuo tempo. Oltre alle scritte me-morie , gli furono nel Prato chechiamano della Valle eretti duemonumenti, l’uno dagli estimatoridel suo valore, 1’ altro da’ giovaniCefaleni ne’quali aveva più diffusi isuoi benefizi. La detta piazza percura del governo veneto, fatta, dipaludosa valle, spaziosa pianura,fu destinata a memoria degli uomi-ni egregi : e quivi poteva, coll’ as-senso dell’ autorità, chi volesse, in-nalzare a proprie spese o statua otitolo agli uomini chiari per operadi scienze o di lettere, o per magi-stero d’ arti gentili, o per senno ci-vile, o per valore guerriero ( 4 ).

In mezzo alle dimostrazioni dellapubblica stima e dell’afletto, un fie-

(0 In quest’ampio campo dà nobile con-cetto della civiltà padovana il biancheg-giare de’ marmi tra il verde vario degli al-beri e dell’erboso terreno dell’isola, il cor-rere tranquillo continovo dell’ acque, ilpasseggiare della gente nell’ isola e fuori,il rumore de' coccbi ebe girano in tondo, eIo scalpitar de’cavalli nel dolce lume dellasera, consolato dal mite candore della lu-na che sorge, fanno spettacolo di rara bel-lezza. Talvolta, seduto su un de’marmoreisedili, e riguardando a quella selva digrandi memorie, esclamavo fra me: cittàfortunata, che belli ammaestramenti nonpuoi tu ricevere da queste pietre mute !

ro male di vescica 1’ assalse, e a’ di44 febbraio del 4825 fini la preziosasua vita.

Tra i pregi tanti, era qualcheimperfezione, segnatamente nel mo-do dell’esporre le idee sue a voce ein iscritto. « Non taceremo, dice il» eh. Giacomini, essere accusati gli55 scritti del Dalla Decima siccomesi troppo ridondanti di digressioni :55 e che il suo porgere dalla catte-55 dra, per lo più estemporaneo,ss era alquanto stentato, ed usciva55 non di rado fuori dell’ argomento55 proposto. Ciò quando usava la55 lingua italiana. Ma un fatto è de-55 gnissimo d’ attenzione a questo55 proposito. Fu per ordine de go-55 vernanti nel 4848 imposto al55 Dalla Decima di tenere le lezioni55 in lingua latina: e le lezionilati-55 ne, sebbene anch’esse estempora-55 nee, procedevano facili, ordinate55 e faconde ; sì che avresti pensato,55 questa, e non l’italiana, essere la55 lingua nativa. 55

Conoscerà la ragione di tale di-fetto chi guarda al naturai modo

Tu fin oltre al bisogno in codesto sei ric-ca ; ed altre neppure una pietra non han-no, che attesti le glorie degli avi. Comefigliuoli orfani di padre e di madre, nonconoscono quei di cui son creati : che o dicosiffatte memorie non hanno nessuna,oppure sta loro negli occhi qualche mo-numento comandato dalla prepotenza, 0dall’ adulazione eseguito, che pesa sulsuolo patrio, ed è insegna di memorie do-lorose. Quanto potrebbero i ricchi giovareal Ior paese natio, rizzando monumenti alnome degli egregi maggiori, e questi po-nendo maestri alle presenti generazioni edalle avvenire!