4776 il suo primo tentativo apo-logetico col titolo : Piano per darregolato sistema al moderno spi-rito filosofico. Il libro è tutto sot-tilmente ironico. Un incredulo so-stenendo il proprio sistema ne dis-vela tutte le contraddizioni e lenefandità. Piacque generalmente aquelli che ne intesero il magiste-ro. Ad alcuni parve che favorissela parte nemica per troppo valerside’ suoi ragionamenti : ma questinon badavano che alla scorza, eche l’autore non intendendo di fa-vellare a gente idiota e senza let-tere, voleva colpire coloro che, do-tati d’intelletto , ne abusavano oper ceciteà o per malizia. PapaPio VI, di gloriosa memoria, giu-dice sommo in queste materie, nonfrantese 1’ autore, accettò di buonanimo la dedica della quinta edi-zione dell’opera medesima fatta inNapoli, ed allorché lo Zaguri siportò in Roma per l’esame delVescovado di Ceneda, ebbe a dir-gli, la sua opera basta per ogniesame, e lo sciolse da quest J ob-bligo.
Nel 4778, entrato nelia sedevescovile di Ceneda , di subito inuna lettera Enciclica al Clero edal Popolo dette a conoscere lospirito di carità da cui era ani-mato.
La promozione a questa digni-tà gli venne appena riavuto damortale malattia, sicché gli fu bi-sogno di grande animo per ac-cettarne il difficile ministero.
E siccome nell’ ingresso alla suachiesa erasi proposto di seguitare
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il modello di tutti i Pastori, GesùCristo, così non altro teneva a-vanti agli occhi se non che il suogregge, non altro desiderava chesopperirne ai bisogni. Grave ar-gomento ebbe per far prova inte-ra dell’amor suo, non molto dopomesso il piede nella sua diocesi,imperciocché quei paesi furono tor-mentati da grandissima fame. Al-lora tutti conobbero la sensibilitàdel suo cuore, ch’egli in ogni ma-niera procurò di alleviare la mi-seria , togliendo insino il necessa-rio a se medesimo ; allora fu co-munemente appellato il padre de’poveri. E non è da dire quanto a-more gli portassero i Cenedesi,imperciocché vedevano in lui unpadre spirituale e temporale, chesperavano stesse fra loro quantone durasse la vita.
Ma la Provvidenza aveva altri-menti ordinato. Papa Pio VI, cheaveva conosciute le virtù delloZaguri, vide che queste si voleva-no in ispazio più largo, sicché nel4785 gli piacque che da quello diCeneda si trasferisse al vescovadodi Vicenza.
Egli non ebbe la forza di stac-carsi da quella greggia prenden-done commiato dal pulpito, mada Padova scrisse una Enciclicaai suoi Parrochi, in cui dimostròla propria commozione. Solenne fuil suo ingresso a Vicenza, perchèpreceduto dalla fama di tante vir-tù esercitate nel ministero ante-riore , e più anche solenne perla eloquentissima Omelia che vi re-citò.