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[Volume Nono e volume decimo.]
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gio Io abbracciarono e lo invitaronoa prendere 1’ aggregazione. <

Il modo onorifico con cui il Ma-bellini prese gli esami, gli cattivòla stima di tutti i professori dell’ u-niversità, ed alcuni di questi diven-nero i suoi più cari amici, fra iquali il teologo Savina ed il teologoPavesio.

Secondo il sistema del dottor Gali,la presenza di un'organo nel cervel-lo immediatamente sopra l’orbita,da cui deriva l’interna depressionedella pupilla, e lo sporgimento diquesta all’infuori, onde la molta viva-cità dell’occhio, indichi una specialeattitudine allo apprendere ed all’usa-re con maestria le lingue, quest’or-gano esisteva per eccellenza nel Ma-bellini; perocché l’organo detto daldottor Gali della filologia, era inlui pronunziatissimo, e l’altitudineallo studio delle lingue eragli supe-riore ad ogni altra; epperciò la-sciata a parte la teologia, alle lin-gue si dedicò : apprese con sommafacilità il francese, lo spagnuolo, ilportoghese, e poi il tedesco e l’in-glese, di modo che in breve spazioparlava e scriveva queste linguecome il nativo idioma italiano. Madi ciò non era ancor paga la suamente ; egli volle applicarsi alle lin-gue orientali, principalmente allagreca, all’ arabica ed all’ ebraica,che pervenne parimenti a conoscereprofondamente, a parlare ed a scri-vere, cosa, come ognun vede, dellamassima difficoltà.

La perfetta cognizione delle lin-gue orientali gli fu causa d’avveni-menti parte gloriosi e favorevoli, e

parte infelici. Breve spazio dopoaver cinta la fronte dell’alloro dot-torale, il Mabellini recavasi a di-porto in Savigliano, ove frequentòle lezioni che dal professore Ga-spare Fea davansi in lingua greca:nudriva il Fea alta stima pel Sla-bellini che era stato di lui allievo:un giorno il professore richiese inpubblica scuola il giovane teologod’emettere il suo parere intorno acerte difficoltà di quella lingua. IlMabellini, tuttoché timido per na-tura, alzossi, e le sciolse con sì pro-fonda erudizione, che il maestro in.terrompendolo anziché chiudesse ilsuo ragionare, gli domandò quantotempo snrebbesi fermato in patria,e poiché intese che per alcuni mesinon sarebbesi rimosso, il Fea lo in-vitò a salire sulla cattedra, e cogliocchi pregni di lagrime abbraccian-dolo teneramente alla presenza deisuoi allievi, e dopo un breve ragio-namento per invitar questi ad imi-tare il Mabellini, a lui si rivolsepregandolo di voler dare, nel tem-po della sua permanenza in Savi-gliano, le lezioni di lingua greca invece sua : al che egli di buon gradoaderendo ottenne l’applauso di tuttigli uditori, col contento del suomaestro : e fu questo il suo esordireall’insegnamento.

In quel tempo, cioè verso T anno-Ì795, in cui gli affari politici a scon-volger vennero il Piemonte, tro-vandosi ogni cosa a soqquadro, fuchiuso ogni luogo di pubblica istru-zione: in tal mezzo il Mabellini da-va lezioni di teologia e di lingueorientali, come privato ripetitore.