ionio Franceschi tratto al pubblicodibattimento come reo di delazioned’arma vietata. Tre guardie di fi-nanza concordi, e con formale giu-ramento attestavano d’ averglielatrovata indosso, ed il Franceschinulla avea da addurre a sua difesatranne 1’ asserzione gratuita dellapropria innocenza. Fortunatamentetrovò il Mazzetti nel pubblico di-battimento il filo di Arianna, peruscire da quel labirinto. Dicevanoa di lui richiesta le tre guardiegiurate, che scoprir poterono Tar-ma alle ore di di notte, perchèquesta col poinolo lucente d’ ar-gento vedeasi sporgere fuori dallasaccoccia del Franceschi, e siccomechiara splendeva laluna,aveano contutta sicurezza veduto il luccicar del-T argento. Ma il difensore, che eracomparso all’ udienza munito dellunario, colse i denunzianti al var-co, mostrando a’ giudici, che inquella notte non splendeva la luna,e nello svolgere questo ed altri ar-gomenti, si fe’così forte, che il pub-blico, sebbene ciò fosse vietato, ap-plaudivagli con lieto mormorio, edi giudici non solo dichiararono in-nocente T imputato, ma fecero e-ziandio arrestare i falsi testimoni,che vennero poi condannati. Dipen-deva allora Trento dalla corte diappello di Brescia, ,ed agli avvocatidelle provincie non era permessod’ arringare cause in appello. Bra-mava il Mazzetti d’esservi per gra-zia abilitato, tanto perchè il misu-rarsi cogli avvocati bresciani, cheerano i più valorosi dicitori, gli tor-nava assai utile, quanto perchè nel-
le cause de’ suoi clienti, ove spessosi trattava d’ austriaco diritto, nonvedevano questi di buon occhio unavvocato dell’ appello di Bresciaignaro di questa legislazione. Ilgran giudice ministro della giusti-zia aderì graziosamente alla di luidomanda, e gli concesse d’arringarecause presso la corte d’ appello inBrescia. Ebbe quindi la compiacen-za d’ arringare molte liti a Bresciain confronto degli avvocati Saleri,Barbaglia, Giuliani, Dossi e d’altririputatissimi. Soleva dire il Maz-zetti, passato di poi per la trafiladi tutti gli onori giudiziarii, che dinessuno stadio della sua vita si ram-mentava con tanto piacere, comedi quello, in cui gli era dato d’ar-ringare e vincere in pubblico causecriminali e civili fra una scelta co-rona di popolo e la gratitudine deisuoi clienti. Nulla egli del resto aveada sperare, e nulla ottenne dal go-verno di Napoleone. Nelle proposi-zioni pei posti di giudice presso lacorte di giustizia in Trento egli erauna volta il primo proposto, comegiovine di grandi speranze. Ma es-sendo sospetto di essere troppo ligioall’Austria,la proposizione non ven-ne accolta. Intanto T ultima ora diNapoleone era suonata. Egli, allacui ambizione troppo angusto sem-brava T universo intero, fu confina-to all’isola dell’ Elba, e l’Austria ri-cuperò non solo il Tirolo, ma ben-anche gli antichi possedimenti suoi,onde faustamente fondò il RegnoLombardo-Veneto. Per sì lieto av-venimento si resero grazie al Si-gnore nella cattedrale di Trento,