41
tare un momento., giudicando Michel-angelo e Canova in confronto di Gu-von e Puget. Rimproverorongli nonessere nè artistica nè filosofica la suateoria sul Bello, e con ciò non si ac-corsero, che appunto facevano il piùgrande elogio di un libro e di un au-tore, che tratta di una materia, nel-la quale la più sublime e la più verateoria si è quella di non avernenessuna: e questa appunto fu l’in-tenzione dell’ autore che in centoluoghi dell’opera sua manifesta,fondandosi sul fatto vero e continuo,che tutti coloro i quali immagina-rono sistemi, e vollero il bello defi-nire, ruppero la nave aduno scoglio;cosi lo spirito di parte trovò un di-fetto, ove trovar doveva una sovra-na virtù, e non si vide avere Cico-gnara il merito di essere il primo e1’ unico forse, che additasse una si-cura via neli’iiivestigare così spino-sa quistione. Ma la calunnia tennedietro all’accusa, perchè tanto que-sto seppe investigarlo ed analizzar-lo ne’più preziosi oggetti dell’ arte,ed in ispecie di scoltura dando diquesti una storia di cui a buon di-ritto va orgoglioso il secolo nostro.
Quest’opera veniva l’anno 4834ristampata a Milano da Silvestri,nella sua celebre Biblioteca scel-ta, della quale forma il volume330.
Ma tornando all* uomo, diremo,che nel 4808 adempievasi 1’ ultimovoto della buona Cislago. Leopoldotrovò in casa del suo amico il mar-chese Rentivoglio, mentre villeggia-va a Giacciano, chi avrebbe potutospargere di rose la rimanente sua
vita. Era questa Lucia Faulinati, ve-dova del cav. Niccolò Foscarini, allaquale si avvinse d’indissolubile nodo.
Infrattanto iustituitasi in Veneziaper opera del governo italiano l’Ac-cademia di belle arti, Leopoldo nevenne da Eugenio Napoleone l’annomedesimo 1808 nominato presiden-te, succedendo in questo carico alcavaliere Pisani poco prima defun-to. Da quel momento rifulsero lietigiorni al Cicognara non meno chea quella Acc ademia; perciocché seil primo si trovò stabilito nel pro-prio elemento, la seconda acquistavain lui l’uomo che si converrebbe adogni istituto nel primo suo nascere,onde mettere salde radici, e cresce-re in onore ed in utilità. Al Cico-gnara fu commessa ogni più ampiafacoltà di eleggere i professori chepiù gli andassero a grado; per laqual cosa confermava nella scuoladi pittura Teodoro Matteini, e do-mandò gli fosse accordato per il di-segno Luigi Sabatelli e Galgano Ci-priani per l’intaglio : il primo peròvenne destinato all’ Accademia mi-lanese.
Ma non furono questi i soli bene-fìcii da lui resi a quello istituto, nelquale egli aveva posta la mente edil cuore. A tacere delle prolusioniche tratto tratto andava recitando,e dalle quali grandi e nuovi ammae-stramenti traevano gli artisti, e da’quali stillavasi nel petto agli uditorigrande amore alle arti ed all’Acca-demia, egli, quantunque gravato dafamigliari affanni e nel tumulto del-le politiche vicende, accolse, amò,protesse i giovani allievi, c non so-