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[Volume Nono e volume decimo.]
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J)’ Agincourt, che tenevano cara lastia benevolenza, e i quali lo cono-scevano solo degno e capace di es-sere loro continuatore. Quindi, va-lendosi del lor favore, consultò lun-gamente con essi l’idea generaledell’ opera, e fin dal principio si ve-de quanto fossero giusti i suoi pen-samenti, perocché d’Agincourt loconsigliava a trattare universalmen-te delle tre arti sorelle, ma Leopol-do con sano accorgimento volle ri-stringersi alla sola scoltura, ben ar-gomentando, che qualunque sienole critiche fatte alla storia della pit-tura di Lanzi, essa è pur tale chebasti perchè il trattar dopo di quella

10 stesso argomento, non sia nellagrande storia dell’arte che un inutileingombro. In questa guisa Cicogna-ra, oltre lo avere per le mani uncampo non tocco, scelse di esso lapiù spinosa e difficile parte.

Defendente Sacchi svolse egre-giamente i pregi di questo lavoro,

11 quale tolse e per lungo tempotornì a chicchessia il pensiero di e-mularlo, perchè a ciò sarebbe d’uo-po un incremento di arti eguale aquello del quale si tesse in esso lastoria, e che in ogni tempo serviràdi esemplare a consimili impre-se. — Winkelmann, egli diee, aveascritta la storia dell’arte presso gliantichi; d’Agincourt, quella dell’ar-te del medio evo, fino al l'isorgi-mento; Lanzi la storia della Pittu-ra. L’Italia avea la storia della Let-teratura di Tiraboschi, ma la patriadi Nicola Pisano, di Michelangelo,di Canova non avea quella dellaScoltura. Ardua era l’impresa co-

me fu ardua al Tiraboschi. Lanziavea la scorta di Vasari, e di nume-rosi scrittori che segnarono i fastidelle varie scuole d’Italia, quindiimmensi materiali, già in parte or-dinati; ma prima di Tiraboschi e diCicognara non vi erano intornoalla storia della letteratura e dellascoltura che memorie sconnesse, no-tizie vaghe e sparse, neppure unbuon libro che ne segnasse le trac-ce e 1’ andamento ne’ vari secoli.L’impresa di Tiraboschi era gigan-tesca, sovra ogni pensiero umano,e per l’eguale opera in fatti si vol-le in Francia l’intera congregazionedei Padri Maurini ; ma se a quellaimpresa bastava una biblioteca, aquella di Cicognara si voleva disoprappiù la vista di tutti i monu-menti sparsi nelle varie parti d’Ita-lia anzi d’Europa. Conveniva visi-tarli, della maggior parte scopriregli autori, trovarne la scuola ed as-segnarne il merito. Cicognara divisela storia della Scoltura in cinqueepoche : nella prima toccò il na-scere dell’arte associata ai più gran-di templi ed edifizii dell’ Europa fi-no al calare del secolo XIV : nellaseconda mostrò come salisse co’migliori maestri, che lavoraronobronzi e marmi in S. Giovanni diFirenze, al duomo di Milano, allaCertosa pavese, nelle chiese vene-ziane, alla perfezione e nelle formestudiate sulla natura, e nell’espres-sione, e nella diligenza di rivelareil vero. Nella terza fece vedere co-me si trasandarono gli studii dellanatura e que’ de’ buoni modelli, esorto desiderio del grande alla vista