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[Volume Nono e volume decimo.]
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Costadoni, avremmo ben donde am-mirare la mitezza de’ suoi costumie la dolce tempera del suo cuore,amabili doti di cui usò mai semprene’ difficili incarichi dal concordevoto de’ confratelli o dal comandode’ superiori appoggiati alla sag-gezza ed esperienza di lui, e sopratutto nell’ ardua mansione che permolti anni sostenne di P. Maestro,ove la riverenza guadagnossi e I’amore de’ candidati, indirizzandolicon giusta moderazione nelle viedel Signore. Nè questa mite equa-bilità dello spirito gli venne dal-l’indole naturale, che era di sanguecaldissimo ed impetuoso allora cheda taluno lo si mordesse, e condure ed acerbe risposte si contri-stasse, per quantunque non desseindizio di rammarico, nè di lamen-to alcuno. Nella vittoria che perprincipii meditati ottenne sopra sestesso fu dunque maggiore l’en-comio che gli si deve. Pari allamitezza dell’ animo fu in lui il sen-tire compassionevole verso gl’ in-digenti e gli afflitti. Questi rinfran-cava de’ suoi conforti, non di radoper tenerezza di affetto temperandodelle proprie le lagrime loro; quellisoccorreva d’ogni maniera, e, quan-do venian meno i mezzi suoi pro-prii, faceasi ardito a chiedere glialtrui, ed è pur commendevole ar-ditezza quella che per provvedereagli altrui bisogni esponsi a soffriretal fiata un’ aspra ed insolente nega-tiva. Come poi fosse pieno il suodistacco dalle cose di quaggiù, n’èprova il vendere che fece del mu-seo degli ayorii a prezzo di non

poche sollecitudini ed in parecchianni raccolti, ed alcuni con le suedotte dissertazioni illustrati, e que-sto onde sopperire alla indigenzain che trovavasi il monastero dellaVangadizza. Quanto costino similisacrifica sei sanno gli amorosi dicodesti oggetti per essi raccolti edillustrati, e dopo questo giudiche-ranno che alla carità sarebbe statoagevole ogni altro sacrificio delCostadoni. Nella orazione era assi-duo cosi da consecrarvi circa dieciore per ciascun giorno, ond’ è chesiamo colti di meraviglia pensandoalle molte opere che in mezzo allesvariatissime occupazioni, agli stu-dii ed a si gran fervore nella pre-ghiera dettò. Delle altre tutte adecoro e sopra tutte luminosa ap-pariva nel Costadoni la virtù dellaumiltà, non informata a calcolo odinfinta, ma sì ingenua e sincera.Discendeva senza affettazione agliufficii più vili, cruceiavasi delle lo-di, e come venisse sopraffatto la-sciavnsi per dolore talvolta andarfino al pianto. - Ricordati gli studii,1’ erudizione, gli scritti, gli onore-voli incarichi sostenuti dal Costa-doni, ricordai le virtù dell’ animo,perchè della miglior parte non man-cassero i cenni biografici, e perchèargomentassimo facilmente come agloria ed edificazione dell’ ordinecamaldolese tornasse la vita del ce-lebratissimo uomo. Inclinava 1’ etàdel rispettabile vecchio frattanto, ele forze logore dalle veglie e dallefatiche, e le infermità abituali mi-nacciavano a’ suoi giorni : già findal 1773 avea provato un assalto