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cante. Applaudì a questo parto laletteraria repubblica, e fin nellecorti più cospicue d’Europa ne am-mirarono il valore i Sovrani ed iMinistri. Nelle più rinomate univer-sità del Settentrione e dell’ Occi-dente XAfrica Christiana del Mor-celli è oggetto di ammirazione e distudio. » (1)
In mezzo a tanti e sì cospicuimeriti e come letterato e comePrevosto era il Morcelli pervenutoa quella decrepita età che da sè so-la è invece d’ogni gran malattia:,quando Iddio volle raffinare ancorapiù la sua pazienza con una gravee lunga infermità. Al finire del me-se di decembre dell’anno 1815 ven-ne assalito da dolori così aspri dipodagra che gli tolsero il poter piùuscire di casa. Questa infermità,scrive il suo parrocchiano avvocatoPietro Lottieri, « che la sua originericonoscea da un processo flogisti-co, non si limitò soltanto a’piedi,fatti già d’ una straordinaria molepel non mai interrotto corso d’in-fiammagione, ma si diffuse ben pre-sto alle capsule articolari delle ma-ni, al cui malore associossi perinevitabile conseguenza la impos-sibilità di qualunque benché piccolomovimento. Nè qui arrestaronsi imicidiali effetti. Gli occhi a motivodel vagante principio infiammato-rio furono presi da fiera ottalmiache passò tosto ad una perfetta a-maurosi ... Al cumulo orrendo diquei sintomi tien dietro un asma
(1) Discorso funebre istorico. Chiari1 821, per Gaetano Antonio Tcllaruli.
crudele che il petto gli investe. Cu-tanee eruzioni si succedettero chefinirono col cagionare dolorosissi-me piaghe e nel dorso ed a’iombi,di notabile estensione. » (1)
Ed il buon Prevosto in mezzo aquei dolori acerbissimi benedicevaalla mano di Dio, predicava con1’ esempio, e a chi per confortarlo
10 compassionava rispondeva nonè fuoco , non è fuoco ; e i suoipensieri erano rivolti a procurare
11 bene del suo gregge che gli sta-va continuamente nel cuore. Conanimo quindi di provvedere al per-petuo decoro della sua patria edal vantaggio della studiosa gioven-tù con atto 24 gennajo 4817 fasolenne donazione alla Congrega-zione di carità di Chiari della scel-tissima sua biblioteca, il cui valorevenne fatto ascendere a centomilafranchi. (2) Poi si prese il pio Pre-vosto in cura di mettere in serbole fanciulle orbe de’ genitori e daiconsanguinei abbandonate; per que-ste, (donando, con pubblico istru-mento 30 luglio 1847 negli atti delnotaio di Chiari Andrea Brentana,il locale fornico di tutte le suppel-lettili occorrenti ed inoltre un ca-pitale di 9210 franchi ), fondò ilGineceo Mariano , e diede regolealla maniera del loro vivere, per-chè quivi s’allevino in sicuro, e viapprendano siccome ognuna n’ ècapace alcun mestiere, onde ed es-se abbiano di che sostentarsi, e il
(1 ) Elogio storico sopracitato.
(2) Gazzetta di Milano 1G Agosto 1817N. 228.