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Opere Manuscritte.
Nell’ articolo di Giuseppe Giacin-to Bergamini steso dal Mazzucchellitroviamo registrate siccome ineditele opere seguenti, le quali però nonfurono le sole che andarono mise-ramente perdute nell’ incendio del-la Biblioteca, più sopra mentovato.L’articolo del Mazzucchelli fu scrit-to vivente il Bergamini.
4. Annotazioni critiche agli An-nali dell’Ordine de’ Servi di Maria.
2. Iscrizioni della Chiesa e Mo-nastero de’ Servi, in Venezia, illu-strate.
3. Trattato sopra la religione didetta Chiesa.
4. Elogi degli uomini illustri didetto Monastero.
5. Copioso Necrologio del Mona-stero medesimo.
6. Cronologia de’ Superiori chehanno governato ne’ Conventi deiServi della Patria Veneta.
7. Raccolta de’ frammenti storicispettanti a tutto T ordine servita.
8. Adnotationes nonnullae et ca-stigationes in Italiana saeram Fer-dinand! Ughelli.
9. Sonetti.
40. Bibliografia.
G. B. BASEGGIO.
VILLA (Angelo Teodoro). Nac-quesi per accidente a Milano nel4723 da una famiglia stanziata aRinasco borgo posto sulla stradache da Pavia conduce a quella cit-tà. Studiò belle lettere, e tanto loprese amore di quelle, che vi si
distinse facendovi singolari progres-si sopra la volgare schiera. La qualcosa veggendo i parenti di lui, loinviarono confortandolo allo statoecclesiastico, condizione che a queitempi, più che ai nostri, sommini-strava una più agevole via ad isti-tuirsi in società in modo più de-coroso, e se è lecito dirlo, anchepiù lucrativo. E sia così detto ri-spetto alle famiglie non troppo a-giate de’ beni della fortuna, comeera quella del Villa.
Egli poi appresso aver data ope-ra alla filosofia e alla teologia, se-condochè si apparteneva allo statoda sè eletto, cioè il chericale , fe’ritorno in seno alle dilette muse,delle quali avea incominciato asucchiare il dolcissimo latte insi-no dalla sua prima adolescenza. Espinto sovente da giovanil ardoree da fervida fantasia, dettò versi elatini ed italici, quando 1’ età suaaveva appena compiuto il trilustresuo giro, e in questo culto dellepieridi continuò insino ai tardi suoianni. E scrisse anche delle prosein ambedue queste lingue, cose tutteche procacciarongli ben tosto noncomune lode d’ingegno colto e pre-stante. Il suono della quale perve-nuta essendo alle orecchie del contePallavicini, che allor siedeva al go-verno di Milano, ebbelo nominatosuo segretario privato. Ma quandoparve a quella gran donna che res-se per tanti anni il freno dellebelle contrade insubriche e delloaustriaco impero, la imperatrice eregina Maria Teresa, di ristaurarel’ateneo ticinese risvegliandolo dai-