Excudebat Jo. Paulus Giovanelliusacademiae Pisanae typographus cumsociis in 4.to.
24. Eduardi Corsini Cler. Regu-lar. scholarum Piarum ex-genera-iis, et in Pisana universitate pri-marii Iectoris ad Joannem Chryso-slomum Trombellium canonicorumRegularium Congregationis S. Sal-vatoris ex-generaiem et S. Salva-tori Bononiae abbatem Epistola.Bononiae 4766 ex typographia Bon-ghi in 4.to.
Opere inedite.
4. Dissertazione sopra S. PietroIgneo.
2. Dissertazione sopra il B. Gio-vanni delle Celle.
3. De Civitatibus, quarum mentiofit in Graecis mnnmis.
4. Pars I. historiae academiae Pi-sanae.
6. Latinae Orationes VI ad Aca-demicos Pisanos.
ab. Jacopo dottor Bernardi.
MAZZOCCHI (Alessio Simma-co). In Santa Maria di Capua il 22ottobre, ove dovessimo prestar fedea lui stesso, il 24, giusta la testimo-nianza battesimale, dell’anno 4684nasceva Alessio Simmaco di Loren-zo Mazzoccolo e Margarita Batta-glia. Era l’ultimo di 23 fratelli, e lamadre di quel parto se ne moriva.Il Fnbroni scrive che tramutò il no-me originario di famiglia in quellodi Mazzocchi ut latinitati et glorio-lae serviret. Le prime prove neglistudi! non gli tornarono a seconda,
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e ciò piu certo che per lo ingegnoe per la diligenza sua, per la igno-ranza de’precettori, i quali tutta-via di buon animo sul discepolo tut-ta rinversavano la colpa. Fu per luigran ventura di trovare nel capua-no Seminario il canonico Buccardo,uno de’ presidi allo insegnamento,che di mezzo alle accuse e alla noncuranza de’maestri discoprisse in A-lessio una particolare acutezza dimente, ed attitudini parecchie ondeaprirsi un sentiero assai luminosonelle lettere e nelle scienze. Eglipersuase il padre ad inviarlo allepubbliche scuole di Napoli. Ivi tro-vavasi Carlo il maggiore de’ suoifratelli fornito di sì tenace memoriae di tale conoscenza nella linguagreca che ripeteva alla lettera pres-soché tutte le Omelie del Crisosto-mo. Alessio pertanto associatosi alfratello in breve apprese da lui ilgreco, e, come prima si consecròdaddovero allo studio di Cicerone,e rinvenne chi saviamente lo gui-dasse, profittò a tale che in pochimesi non avea pari nella sua scuo-la , e a tutto agio e senza errori disorta scriveva in latino ciò che ilprecettore italianamente dettava,prova che appresso ripetè non dirado volgendo quanto latinamentedettavasi in greco, e nell’istantemedesimo che si dettava. Ecco quin-di mostrarsi in Napoli con tanti ap-plausi quel giovane, che in Capuaera costretto a gemere sotto il pe,«odi barbaro insegnamento e porta-re sopra di se la condanna di cheben erano meritevoli i suoi mae-stri ; e se trovato non avesse; chi