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[Volume Nono e volume decimo.]
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suo genitore, e che dappoi ritornas-se alla città a cui lo stringevanotanti carissimi vincoli d’ amicizia edi studii, ed ove la sete del saperepotea forse trovare onde appagarsipiù facilmente, per quantunque an-co Trevigi andasse adorna di parec-chi distintissimi ingegni, ed i Ricca-ti, gli Scotti, il Rizzetti fossero talida sostenere con assai decoro lagloria della lor patria. La poesiaperò, più che le filosofiche ricerche,valse ad argomento delle prime pu-bliche prove che del suo ingegno feceil Bressani, e nelle varie raccolte dique’ giorni corsero i suoi componi-menti, e fu celebre una versione cheimprese delle Egloghe di Virgilioa tale che il conte Francesco Alga-rotti nel 4746 gli scriveva da Dre-sda « non aver parole ( trascrivon quanto riportava a questo rìguar-» do il chiariss. canonico Guecello» Tempesta) che corrispondano al-» la bellezza di tal lavoro e al pia-cere di che gli è stato cagione : ag-11 giungendo (l’elogio mi pare lusin-ii ghiero di troppo) che se il Caro» avesse tradotta a quel modo la E-» neide, non sarieno mai state scrit-55 le le lettere di Polianzio ed Er-55 mogene. Loda la fedeltà, la va-55 rietà nei numeri, tenui la maggior55 parte come si conviene a sogget-» to pastorale, e la leggiadria nelle55 locuzioni, e le molto sottili fila on-55 de il Bressani ha ordito questa o-55 peretta : e insieme viene indican-55 do i luoghi meglio espressi, come55 pure qualche difetto che v’ha no-55 tato per entro. Conchiude poi che55 essendo cosi valente a tradurre e

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55 ad esprimere in nostra lingua le55 cose più dilicate, voglia intrapren-55 dere un’opera che lo porrà allato55 del Davanzati, la qual sarebbe la55 traduzione de’Commentari di Giu-55 lio Cesare : dicendo che se il Fio-55 rentino ha avuto il vanto di supe-55 rar Tacito nella strettezza e nel55 frizzo, e il Trivigiano avrà il van-55 to certamente d’uguagliar Cesare55 in proprietà di parole, in purità55 di candore, in grazia di stile ». Dacodeste espressioni si conosce aper-tamente qual nudrisse l’Algarottisentimento di stima e di particola-re affezione al Bressani ; e ne dièpiù che di parole non dubbie provedi fatto quando pria della stampa,quasi a correttore inviavagli le ope-re sue, quando del 1749 traducevaloseco alla corte in Berlino e con vocidi grand^encomio presentavalo alre presso cui godeva il più alto fa-vore, quando gli assegnava unapensione sufficiente ad assicurarglinelle povere fortune una miglior a-giatezza di vivere e la desideratasua indipendenza ; singoiar benefi-cio che il Bressani medesimo nel de-dicare all’Algarotti un suo filosofi-co lavoro confessava colle seguentiparole: « Il mio pensiero ora è tutto55 volto alla pronta sua liberalità55 che io posso provare con l’esem-55 pio mio stesso : imperocché tro-55 vandomi posto dalla fortuna in55 quel picciolo stato al quale trop-55 po duro m’era il dover accomo-55 dare le voglie, ella spontaneamen-55 te e senza esser ricerco da me, si55 mosse a darmi tale assistenza che55 truovomi oggi non male agiato di