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[Volume Nono e volume decimo.]
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n insieme, e nell J una si provano i» principi! dell’altra, in sino a tanto« che si perviene alla metafisica ; la» quale essendo superiore a tutte,

» prova e dimostra i primi e univer-sa sali principi!, e le prime cognizio-js ni le quali servono di poi per prin-» cipii a tutte le altre scienze (1) ».Nullameno i veri cui tratto trattoproclama non gli fecero perdonarele censure acerbissime ch’egli sca-glia contro il sommo Galileo e glialtri che adottarono la sua manieradi filosofare. Sedotto da particolareaffetto agli antichi, preso agli squar-ci eloquentissimi che intorno all’at-to intellettivo dettarono, dolentedell’ abbandono in che vedeva lescienze psicologico-morali, uscì dailimiti di una giusta moderazione,e mal vedendo i confini da cui leune e le altre esser devono conte-nute, proruppe in molte proposi-zioni che a’ suoi giorni tornar do-vevano odiosissime. Nè ristette, chèdel 4700 diede alla luce in Pado-va i Discorsi sopra le obbiezionifatte dal Galileo alla dottrina diAristotile ; discorsi che mostraro-no quant’ei fosse persuaso e per-severante ne’primieri proponimen-ti a dispetto delle altrui grida. Nòciò è nuovo e maraviglioso, chènon vi ha ostinazione più tenaceed aspra di quella de’filosofi, i qualiassai di rado si smettono da’ pro-pri concetti, e dalle opposizionitraggono ed ansa e maggior ve-leno. Intorno alle due preaccenna-te opere del Bressani nella solen-

ne apertura dell’anno accademico4845-4846 parlava all’Ateneo Tri-vigiano il chiariss. Presidente dott.Giuseppe Bianchetti, e il suo Di-scorso vedrà la luce insieme agliotto Saggi che Della Scienza l’a-cuto e svegliatissimo nostro pen-satore dettava. Quanto dissi a mesembra bastevole perchè si argo-menti dello spirito che animava leopere filosofiche del Bressani; oragiovi rintracciare qual ne fosse lostile. La lettura de’ più eletti esem-plari di nostra lingua aveva dellesue qualità colorato lo stile del no-stro filosofo, e già fin da’ prim’annis’era assecurata fama di valentee di parlator sodo e prò fondo pres-so G universale. Abborrente le nuo-ve forme che insieme a’ costumi pi-gliavansi dagli stranieri a corrom-pere la sonante, leggiadra, dignito-sa nostra favella, s’attenne ad unamaniera di scrivere pura, modestae d’indole tutta italiana. E se inquesta parte gli si volesse appor-re una qualche accusa, non già dal-la licenza, ma gli verrebbe dalfes-sersi mostrato soverchiamente ligioall’ uso che de’ vocaboli, delle frasie del modo di periodare tennero iprimi e più celebri nostri scrittori.Tuttavia chi si piaccia delle bellez-ze de’classici avrà in grado le ope-re del Bressani, ed è cosa davveromirabile che di mezzo a tanta uni-versale corruzione egli serbasse in-tatto, anche ne’difficili argomentiche svolse, il candore dell’italianolinguaggio. Che poi codesto linguag-gio fosse in lui il frutto di studioindefesso e di lunghe e profonde

( i) li modo di filosofare, pag. 11->.