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Le vicende di quei tempi, e l’a-gitazione delle menti causa insie-me ed effetto del politico scompi-glio, gli offerivano l’occasione direndere altrui profittevole in varieguise il suo profondo sapere. Giàfin da quando era pretore in Tren-to coi due opuscoli intitolati: Checosa è Uguaglianza ? Che cosa èLibertà? (4792-1793) aveva cerca-to di infrenare la intemperante se-te di novità, che le idee di oltr’al-pe venute andavano fomentando,e di prevenire i deboli contro leillusioni di quelle due magiche pa-role. E i deboli in questo propo-sito non erano sempre il volgo (4).
Se non che gli avvenimenti sisuccedevano a precipizio, e il 4settembre 4796 la vittoria di Ro-veredo apriva il Tirolo ai France-si guidati da Massena e da Vau-bois. I principali cittadini di Tren-to raccolti a consultare vollero sen-tire Tavviso di Romagnosi sul par-tito da prendere onde preservarela città dalla furia dei vincitori, edegli consigliava si distruggesse ilponte sull’Adige e la riva sulla qua-le sorge la città venisse difesa condue pezzi d’artiglieria. Tanto ba-
(i) Un sottile osservatore, che a queitempi era in grado di poter maturamenteponderare i fenomeni della società, ebbe adirmi che nella città ov’egli dimorava nonsi potè mai persuadere alla gente delle in-lime classi, che sarebbe divenuta eguale aquelli che fino allora per la forza delle co-se erano stati ad essa superiori o in ric-chezze, o in sapere, o iu autorità. In que-sto caso almeno non'si teme di errare, sesi dice: vox pollili, vox Dei.
sto per ottenere dal nemico ono-revoli patti, e Trento non patì dan-no veruno. Bisognava provvederesollecitamente e col minore aggra-vio possibile alla sussistenza deglieserciti, che dovunque passavanolasciavano la carestia. Romagnosipropose che una commissione rap-presentante tutti i comuni del ter-ritorio fosse incaricata della prov-visione dei viveri e ne eseguisseimmediatamente il riparto su tuttii luoghi del territorio. Con ciò i vi-veri giugneano da ogni parte, enessun comune si trovava rumato.Vinti e vincitori applaudivano al sa-piente consiglio.
Venuto il Tirolo sotto l’austria-ca dominazione, fu il Romagnosiaccusato nel 4799 di delitto di sta-to e messo prigione ad Innsbruckdonde uscì dichiaralo innocente, econteslivamenle , come dice la sen-tenza, fu esiliato il calunniatore datutti gli stati ereditarli di S. HI.Francesco II, e dal distretto diTrento. Pubblicamente mostravanola loro allegrezza pel suo ritorno iTrentini, che in questa e in altremeno solenni circostanze, facendopalese in qual conto tenessero ilcuore e il senno di lui, davano al-tresì nuova prova di quel carattereeminentemente leale che distinguelattazione tirolese (4).
(i) In qnella occasione si stampava aRovereto una raccolta di poesie con que-sto titolo : Pel felice ritorno da Innsbruckdell’ illustrissimo signor GiandomenicoRomagnosi, ex Pretore di Trento, e Con-sigliere Aulico AOnore di S. A. Reveren-dissima Vescavo e Principe di Trento , a