Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
367
JPEG-Download
 

ne parlava il Rohen e scriveva latedesca, in cui stampò da giovinenon so quali versi; uvea domesti-chezza colla inglese, nella france-se era dottissimo. E poiché il co-noscere la parte, dirò così, stro-mentale della favella, mena da persé a poco profitto, ove non deriviche da sola memoria, a questa con-giungendo il Rohen e pronto in-gegno e dottrina non attinta darivoli, ma bevuta alle pure sor-genti, non fa maraviglia se tantoacconciamente se ne giovasse sìnegli studii critici, che negli ar-cheologici. Dei quali primi diedebuon saggio nella memoria indi-ritta a combattere l’opinione delRinck (opusc. p. 8) che mirava atogliere il vanto a Cornelio d’averdettato le vite degli eccellenti ca-pitani. E dei secondi si valse a di-ciferare e illustrare lapidi antiche,fra cui memoriano in principalitàle Riflessioni sul monumento rodioche esiste nel Seminario della Sa-lute (Venezia, 4836). I litigi mossiintorno a codesto marmo, levaro-no gran romore nella città nostraed altrove; antiquari, eruditi edanche non eruditi ne opinarono escrissero in sentenze diverse. Maio credo in mezzo a tante battagliel’opuscolo del Rohen meglio d’o-gn’altro toccasse il segno ; chè1’ imberciare in argomenti di sìremota antichità e con dati sì scar-si, torna non che arduo, quasi im-possibile. E nello stile epigraficocolse lodi eziandio ; maggiore perògliene ridonda dalle iscrizioni com-poste in latino, fra cui la bellissi-

ma pubblicata per G. P. Franck,che non dalle altre in lingua italia-na. Parte della Galleria epigrafi-ca sugli uomini illustri della Gre-cia vide non ha guari la luce. Agliuomini enciclopedici di cui l’etànostra non patisce difetto, è solopermesso il discorrere e sentenzia-re intorno a’ più astrusi, molte-plici, dispaiati argomenti; ma chiscrive queste memorie, pauroso diessersi inoltrato anche troppo perle provincie diverse del sapere chepercorse il Rohen, or che gli sa-rebbe mestieri di farne conoscereed apprezzare il valore nell’artein cui sudò per tanti anni, ammu-tisce, com’è di ragione, e cede dibuon grado la parola agli espertinei misteri d’Igea. Solo attesta dastorico, che a Venezia, a Trieste,a Vienna, in Toscana, il Rohenebbe fama di medico sagace, co-scienzioso, dottissimo ; che dai piùvalenti e leali fra i nostri professoriudì commendarlo siccome tale: eche vide cogli occhi proprii cureparecchie e difficili da lui intra-prese e condotte ad ottimo termi-ne. Ai poveri particolarmente, in-vitato da qualcuno dei parrochi diquesta città, prestava con amore eprofitto l’opera sua, e la villa diRonchi quando infieriva il elideràlo salutò poco meno che salvatore.E parlo di fatti, dirò col poeta,manifesti e conti. Ma la fortuna,come la chiamano, non sempre a-mica de’ buoni, perchè cieca, e lariserbatezza soverchia del Rohen,non gli conferirono la rinomanza ela popolarità che meritava per tan-